No ai bermuda alla Federico II, vietate anche le ciabatte

Marco Musella, direttore del dipartimento di Scienze politiche della Federico II, è stato costretto a diffondere per l’ateneo una circolare su come ci si comporta in un luogo come quello universitario, è dunque “No ai bermuda alla Federico II“. Banditi anche gli “zoccoletti” o mangiare per i corridoi, come anche gettare per terra carte. Nella circolare il professore Musella spiega anche che bisogna evitare di tenere posture troppo rilassate come “sdraiarsi lungo le scale, anche a tutela della sicurezza rispetto alle norme, e distendere le gambe sui banchi e sui tavoli di studio”.

No ai bermuda alla Federico II: gli studenti contestato la circolare

Ovviamente buona parte degli studenti non ha gradito le nuove norme di comportamento, tanto che puntuale sui social sono arrivate le prime contestazioni, di chi critica la scelta di imporre un determinato abbigliamento. C’è poi invece chi difende la circolare, in quanto molto spesso comportamenti e abbigliamento sono del tutto fuori luogo ad un contesto come quello universitario.

Una circolare che fa dunque discutere e dove il professore Musella risponde alle critiche affermando che “certi comportamenti li trovo intollerabili: non ci si può recare agli esami in costume da bagno e zoccoletti. Io sono il primo a non indossare, sempre, giacca e cravatta. Ma da qui a venire svestiti ce ne passa. Per non dire dei ragazzi che si abbandonano ad effusioni sulle scale. Una minoranza, certo. Tuttavia occorre darsi una disciplina. La circolare non ha alcun carattere repressivo o sanzionatorio: lo spirito con cui è stata scritta è quello della moral suasion. Ne possiamo discutere, sicuramente, come ne abbiamo discusso con le associazioni studentesche, ma poi occorre darsi una linea di condotta per tutelare un minimo di decenza”.

This post was published on Giu 26, 2015 12:13

Francesco Healy

Ho sempre odiato, sin dalla nascita, le bugie e le ingiustizie, dunque da grande avevo solo due strade da poter percorrere, quella del detective o del giornalista, ho scelto la seconda e il potere della penna, da sempre affascinato da tale professione.

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