Imprigionato e ostacolato nei movimenti, pur aggraziati, pur disperatamente vitali, l’infelice étoile rivive come in un disperato autodafé i passi (danzati e non) che lo hanno portato dalla fama alla fame, con una presa di coscienza a tratti lucida, a tratti ferinamente inconsulta. E il cervello trapanato da una sola ossessione: fare fuori l’ingombrante immagine del suo padre-padrone, Djagilev, dalla sua mente oppressa e malata. Tra rabbia, malinconia, gioia estatica, poesia, dolore, strazio, angoscia ed infantile slancio, si consuma un’esistenza devota e irrequieta, destinata – come sempre accade nei casi geniali – a durare poco. Troppo poco.
Sullo sfondo la figura mistica e disperata della moglie Romola de Pulszky; un passo a due morboso la loro vita, una partita a scacchi, senza nessun vincitore.
Il Nijinsky di Antonio Mocciola e Diego Sommaripa é una bestia alle corde, che cerca disperatamente di danzare nonostante le ferite, le inibizioni, le corde che zavorrano il corpo indifeso dell’attore, e che pure, allo stesso tempo, lo proteggono. Così fu Vaslav, animale libero nell’anima, schiavo nel cuore.
NUOVO TEATRO SANCARLUCCIO
via San Pasquale 49, Napoli
SABATO 4 GIUGNO ore 21
DOMENICA 5 GIUGNO ore 18
NIJINSKY
IL BUFFONE DI DIO
di Antonio Mocciola e Diego Sommaripa
Con Andrea Cancelliere, Clara D’Afflitto Morlino e Francesco Giannotti
Regia Diego Sommaripa
Drammaturgia musicale Gianluigi Capasso
Movimenti scenici Ilenia Valentino
(foto di Davide Benedetto)
This post was published on Giu 3, 2022 11:30
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