Dal 29 settembre al 14 novembre alla Fondazione Valenzi l’esposizione “Arte e Resistenza a Napoli”, dedicata al percorso creativo dello scultore verso il Monumento alle Quattro Giornate. In apertura anche la proiezione del documentario “Marino Mazzacurati. Artigiano della storia”.
Si inaugura martedì 29 settembre alle 15, nella Sala Litza Cittanova Valenzi del Maschio Angioino, la mostra “Arte e Resistenza a Napoli. Il percorso creativo di Marino Mazzacurati”, dedicata alla nascita del Monumento alle Quattro Giornate e al rapporto tra arte e memoria storica.
L’esposizione resterà visitabile fino al 14 novembre 2026 negli spazi della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 17, esclusi festivi e prefestivi.
La mostra ricostruisce il percorso creativo di Marino Mazzacurati attraverso bozzetti preparatori in gesso e bronzo, disegni e studi che portarono alla realizzazione del Monumento alle Quattro Giornate, concepito negli anni Sessanta e inaugurato nel 1969 in Piazza della Repubblica.
Il percorso mette in relazione i modelli preparatori con altri lavori dell’artista, offrendo al pubblico la possibilità di osservare da vicino le diverse fasi che precedono la nascita di un’opera monumentale.
Accanto agli studi per il monumento saranno esposti anche altri disegni di Mazzacurati donati a Maurizio Valenzi. Tra questi figurano tre opere dedicate a cavalli e ballerini, utili ad approfondire la ricerca dello scultore sul movimento, sulla tensione dei corpi e sull’energia della materia.
La mostra comprende inoltre una selezione di fotografie provenienti dall’Archivio Fotografico Parisio-Troncone, dedicate alla Resistenza napoletana e alle Quattro Giornate.
Alle 15, in occasione dell’inaugurazione, sarà proiettato il documentario “Marino Mazzacurati. Artigiano della storia” di Riccardo Biadene e Gianluca Greco, realizzato nel 2009 e della durata di 38 minuti.
Dopo i saluti di Lucia Valenzi interverranno i registi e produttori Riccardo Biadene e Gianluca Greco, la restauratrice e docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli Barbara Di Odoardo, il dottorando in restauro Lorenzo Villani, il nipote dello scultore, l’architetto Jacopo Fedi, e lo storico dell’arte contemporanea Sandro Morachioli.
L’iniziativa punta a riportare l’attenzione non soltanto sull’opera conclusa, ma sul processo attraverso il quale un avvenimento storico viene trasformato in forma, materia e immagine condivisa.
La mostra offre così l’occasione per riflettere sul rapporto tra creazione artistica e memoria collettiva, mostrando il lavoro preparatorio che accompagna la nascita di un monumento destinato a rappresentare uno dei passaggi centrali della storia di Napoli.
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