Cultura

‘Na voce, ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna. Al Chiostro di Giugliano torna la magia della canzone napoletana

Sabato 4 luglio, alle ore 20:30, il Convento Santa Maria delle Grazie di Giugliano in Campania ospita “Al Chiostro di Sera”: una serata di beneficenza tra musica, poesia e teatro con la Compagnia Teatrale Orgoglio Napoletano, in collaborazione con la Libreria Claudio e il responsabile degli eventi del convento Felice Pirozzi.

Sabato 4 luglio il chiostro del Convento Santa Maria delle Grazie di Giugliano in Campania si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Si chiama “Al Chiostro di Sera” e porta con sé un titolo che già dice tutto: ‘Na voce, ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna, una serata di musica, poesia e teatro, con inizio alle ore 20:30. Ingresso con donazione libera di 5 euro, il cui ricavato andrà interamente a sostegno del Convento stesso.
A salire sul palco sarà la Compagnia Teatrale Orgoglio Napoletano, realtà radicata nel territorio campano e da anni impegnata nella valorizzazione della tradizione partenopea nelle sue forme più autentiche. Con la collaborazione della Libreria Claudio, la serata si preannuncia come un viaggio dentro l’anima della napoletanità, quella vera, autentica.
Si parte dalla grande poesia: Di Giacomo, Raffaele Viviani, Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, voci diverse di uno stesso mondo, capaci insieme di restituire tutta la complessità dell’animo napoletano, dalla malinconia all’ironia feroce. Poi le canzoni classiche, quelle che non tramontano mai: Marenariello, ‘Je te vurria vasà, dolci serenate che sanno ancora stringere il cuore. E ancora Carosone, con quel ritmo meticcio e irresistibile che negli anni Cinquanta fece ballare mezza Italia. Spazio anche alle macchiette e su tutte Il Guappo ‘nnammurato di Viviani, cavallo di battaglia immortale che Nino Taranto portò ai vertici dell’interpretazione e alle filastrocche di una volta: Caruso, melluso, miette ‘a capa int’ ‘o pertuso, rime che generazioni di bambini napoletani hanno imparato prima ancora di saper leggere. Un repertorio che abbraccia secoli di cultura popolare senza mai scivolare nel folklore da cartolina perché la napoletanità, quando viene trattata con rispetto e competenza, non è nostalgia, è identità viva.
Vale la pena fermarsi un momento su un punto. Giugliano in Campania è la terza città della Campania per popolazione eppure continua a scontare un deficit cronico di offerta culturale che stride con le sue dimensioni e con la ricchezza del suo patrimonio storico. Un centro urbano di questa portata meriterebbe una programmazione stabile, teatri attivi, spazi pubblici restituiti alla comunità attraverso la bellezza. Invece, troppo spesso, l’agenda culturale cittadina si riduce a iniziative sporadiche, affidate alla buona volontà di associazioni e realtà private che suppliscono dove le istituzioni latitano. Non è questione di lamentarsi per il gusto di farlo. È che la cultura non è un ornamento per le città fortunate: è nutrimento, è presidio civile, è uno degli strumenti più efficaci per contrastare il degrado sociale e restituire alle persone (e soprattutto ai giovani) un senso di appartenenza a qualcosa che vale. In un territorio storicamente segnato da emergenze ambientali, da infiltrazioni criminali, da una marginalizzazione che viene da lontano, ogni iniziativa culturale seria è anche un atto politico, nel senso più alto del termine.
Ecco perché serate come quella del 4 luglio al Convento Santa Maria delle Grazie contano più di quanto possa sembrare, perché non sono semplici eventi di intrattenimento, ma segnali, dicono che questo territorio ha radici, ha voce, ha qualcosa da raccontare e da custodire. E dicono che c’è chi, senza aspettare permessi o finanziamenti, decide di farlo comunque.
La cornice non è da meno. Il chiostro del Convento Santa Maria delle Grazie è uno di quei luoghi che Giugliano custodisce con discrezione, spesso ignorati dai più ma capaci di restituire tutta la profondità storica e architettonica di una città che non è solo periferia della grande metropoli, ma territorio con una propria memoria e una propria voce. Pietre antiche, archi, silenzio interrotto solo dalla musica: difficile immaginare una scenografia più adatta.
Non è necessaria la prenotazione. I biglietti, o meglio, le donazioni, saranno disponibili direttamente al Convento la sera dello spettacolo, gestiti dalla struttura stessa. Cinque euro per contribuire al mantenimento di un luogo storico, e per trascorrere una serata che di questi tempi, francamente, vale molto di più.
L’appuntamento è per sabato 4 luglio, ore 20:30, al Convento Santa Maria delle Grazie di Giugliano in Campania.
Una voce, una chitarra e un po’ di luna. A volte basta davvero poco, se quel poco lo sai usare.

This post was published on Giu 26, 2026 8:20

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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