di Anna Copertino
C’è un’italia diversa da quella che si vorrebbe.
È quella dei servi, dei venduti, degli omertosi, dei vili, dei collusi e camorristi. Un’italia figlia dei colletti bianchi, dei gattopardi, degli “ecoballisti”, dei para-politici. Un’italia che non tutela la libertà d’espressione e parola, un’italia che tutela e dà voce ad un corrotto, un lurido che, ancora continua a dire la sua. Un’italia che tacita chi ha solo deciso di dire la verità nel rispetto degli altri e di se stesso, senza paura ed al di là delle minacce.
Questa è l’italia. Un’italia che non ha più nulla di legale, di libero, di dignitoso, d’umano. Che non tutela le persone vere, quelle che sono sempre, e da sempre, a dire senza reticenza e timore. Un’italia che non tutela chi continua a fare impegno antimafia anche nel suo lavoro d’attore, e non si presta al gioco “delle tre scimmiette”, perché sente, vede e parla, perché è stanco di subire e desidera un’Italia diversa, che sappia riprendersi l’identità, la dignità e la “maiuscola”.
Il 5 ottobre al Nuovo Teatro Sanità, che ha sede nel ventre di Napoli, nell’omonimo quartiere dove nacque il grande Totò, grazie all’ impegno del direttore artistico Mario Gelardi e di Vincenzo Pirozzi si sarebbe potuto incontrare e ascoltare l’attore Giulio Cavalli, sotto protezione per il suo impegno anticamorra, con il suo spettacolo “L’Innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto” scritto con il procuratore della repubblica di Torino Giancarlo Caselli e lo scrittore Carlo Lucarelli.
Essere presenti avrebbe avuto una doppia valenza, assistere allo spettacolo e far sentire a Giulio Cavalli che non è mai solo, che c’è chi lo sostiene, chi la pensa come lui, far sentire la “scorta civica” che i cittadini onesti vogliono essere. Ma l’ ennesima minaccia di morte all’attore Giulio Cavalli, sotto scorta dal 2009 per il suo impegno civile a teatro contro la mafia, non ha reso possibile l’evento, bloccando le tappe campane. Una pistola è stata rinvenuta nelle aiuole della sua abitazione, per cui subito si è provveduto ad allontanarlo mettendolo al sicuro. Non sarà a Napoli, non per ora.
Lo stesso Cavalli ha dichiarato che iniziative come questa di Mario Gelardi e Vincenzo Pirozzi vanno tutelate e sostenute, e che spera di poter tornare presto a Napoli, a recitare proprio al Nuovo Teatro Sanità, nella sala inaugurata il 27 settembre scorso in un quartiere che è stato teatro dalla camorra e che ancora subisce, ma che oggi chiede riscatto.
6 ottobre 2013
This post was published on Ott 6, 2013 19:59
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