“Ieri, 29 novembre, era l’onomastico di mia figlia. Quando il presidente mi ha stretto le mani al pugno gli ho detto ‘Oggi è l’onomastico di Livia’. Lui mi ha rivolto uno sguardo molto dolce. È stata una giornata emozionante per me, ho l’adrenalina ancora in circolo. Ma il pensiero era sempre per lei, sempre rivolto a Livia”. Angela Buanne è una dei nuovi ufficiali dell’ordine al merito della Repubblica Italiana.
Ieri, al Quirinale, Sergio Mattarella ha consegnato anche ad Angela Buanne una delle onorificenze conferite “motu proprio” a cittadini che si sono distintisi per senso civico e solidarietà, atti di eroismo e cultura dell’inclusione.
L’atto di eroismo compiuto da Angela Buanne è stato quello di trasformare il suo dolore “che è innaturale – racconta alla Dire – riempiendo la mia vita e facendo gesti per gli altri”. Quel dolore patito sei anni e mezzo fa. Era la notte del 25 luglio 2015 quando Livia Barbato, sua figlia, non rientrò a casa. Il suo fidanzato, dopo una serata trascorsa insieme, imbocca la Tangenziale di Napoli contromano. Una manovra che causerà la morte di Livia.
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Appena due anni dopo mamma Angela inizia a lavorare con il giornalista Luca Maurelli alla stesura di “Viaggio al centro della notte”, un libro che racconta la storia di quel tragico 25 luglio ma che, soprattutto, affronta più la piaga delle stragi del sabato sera, dell’alcolismo giovanile e degli sballi facili. Tematiche di cui Angela Buanne parla agli studenti delle scuole campane e del Lazio, un impegno che le ha permesso di essere insignita dal Capo dello Stato.
“Agli studenti – spiega – mostro il video dell’incidente che ha causato la morte di Livia. Poi parlo loro dei pericoli legati all’abuso di alcool e di droghe. Alcuni ragazzi, dopo il nostro incontro, un format di due ore nelle scuole, mi hanno contattata su Instagram dicendomi che ora capiscono le preoccupazioni che una madre può provare quando non vede suo figlio fare rientro a casa”.
Dopo uno stop causa Covid, di recente Angela Buanne ha ripreso il suo tour nelle scuole con un primo incontro nell’istituto Elena di Savoia di Napoli.
“Oggi cerco di riempire la mia vita in ogni modo possibile. Ho provato un dolore innaturale. Si cade nel baratro. Ma poi si risale – aggiunge – e si prova a elaborare un lutto che ovviamente c’è, che resta lì per sempre, in un impegno per gli altri. Da due anni sono volontaria internazionale dell’associazione Kam Na Yi Nere che opera in Burkina Faso. Il 14 dicembre tornerò dai miei bambini in un villaggio che si trova non molto distante da un grande resort inaccessibile per moltissimi africani. Voglio farmi un regalo di Natale: portare questi bambini in piscina”.
This post was published on Nov 30, 2021 16:18
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