Una frase choc, in rosso e a lettere enormi, compare sotto il ponte autostradale di Ercolano: “Le ragazze cattive vanno punite“. La sindaca Antonietta Garzia dispone la cancellazione immediata, nonostante quel tratto di strada non ricada sotto la giurisdizione comunale: in poco più di dieci ore la scritta viene eliminata.
Sulla propria pagina Facebook, la prima cittadina non usa mezzi termini: “Si tratta di un messaggio gravissimo, intriso di violenza e di una cultura del possesso e della sopraffazione che la nostra comunità respinge con fermezza. Non possiamo accettare che parole come queste trovino spazio sui muri della nostra città, perché alimentano stereotipi e giustificano forme di violenza contro le donne. Ercolano dice con chiarezza no a ogni linguaggio d’odio, di violenza e di discriminazione. Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine affinché vengano individuati i responsabili. Mi sono attivata affinché questa scritta venisse rimossa il prima possibile“.
L’amministrazione, però, non intende fermarsi alla sola rimozione materiale della frase. Garzia, che ai microfoni di Repubblica si descrive come “una donna al fianco delle donne, una voce per le pari opportunità, una sorella maggiore”, annuncia una serie di verifiche approfondite: “Abbiamo allertato i servizi sociali, la cui dirigente condivide con noi la misura della gravità della scritta, per verificare se nei giorni scorsi siano stati segnalati episodi di violenza, fisica o verbale, al nostro Centro Antiviolenza. In più, la polizia municipale visionerà le immagini di videosorveglianza dell’area. Crediamo sia il caso di non sottovalutare l’episodio, verificando per esempio se ci siano stati episodi di fidanzati o mariti lasciati. In quella scritta non c’è nulla di potenzialmente goliardico, tanto più perché l’attualità e la deriva in atto di alcuni comportamenti tra i giovani ci impongono di tenere alta l’attenzione“.
Un collegamento inquietante emerge poi con le dichiarazioni rese in sede di interrogatorio da Alessio Tucci, il diciannovenne che ha confessato l’omicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne assassinata il 25 maggio 2025. Per Garzia esisterebbe “un’affinità, in generale, con le frasi che si accompagnano spesso ai femminicidi, con le donne ritenute cattive perché si autodeterminano o interrompono una relazione, diventando meritevoli di una punizione“. Da qui la determinazione dell’amministrazione: “La frase comparsa a Ercolano si inserisce in questa scia, per questo non siamo disposti a indietreggiare“.
La vicenda si innesta peraltro su un percorso già avviato dal Comune campano: prima ancora che la scritta comparisse, Garzia aveva reso nota l’istituzione di un assessorato dedicato all’educazione sentimentale e sessuale, con l’obiettivo dichiarato di intervenire “a cominciare dalle scuole, per cambiare un paradigma ancora fortemente patriarcale“.
Resta ora da capire chi abbia scritto quella frase e con quale intento, mentre le telecamere della zona vengono passate al setaccio dagli agenti della municipale.
This post was published on Lug 15, 2026 12:13
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