A rivelarlo è Rosaria Massa, detta ‘la bionda’, la donna che nascondeva il boss Zagaria in un bunker scavato sotto la sua villa di via Mscagni a Casapenna. Lei è stata a pronunciare il nome del poliziotto che quel 7 dicembre del 2011, quando fu catturato il boss, si impossesso della pendrive, poi sparita.
La donna ha riconosciuto il volto del poliziotto da una foto scaricata da internet e illustratale dai carabinieri del Ros e di Caserta e dai pm della procura Antimafia, Maurizio Giordano e Alessandro D’Alessio. Come riporta Il Mattino, i pm sono venuti a conoscenza di tale pen drive dopo le intercettazione tra i fratelli imprenditori Raffaele e Augusto Pezzella, compresa nella maxi inchiesta «Medea» che ha spedito in carcere imprenditori che si erano finti vittime del clan. Stando alla ricostruzione della Procura, la penna sarebbe poi stata pagata 50mila euro dall’imprenditore Orlando Fontana.
“Ricordo che due pendrive erano comuni, la terza era a forma di cuore con dei brillantini tipo Swarovski – spiega Rosaria Massa in un interrogatorio – era legata a un ciondolo. Ricordo che la mattina delle operazioni del 7 dicembre era posizionata sulla mensola della cucina, appesa a un vaso. Ho visto che questa pennetta venne sequestrata, nel senso che venne materialmente presa da uno dei poliziotti che stavano conducendo le operazioni di cattura ed era uno degli stretti collaboratori del dottor Pisani. Non saprei che fine ha fatto”.
This post was published on Nov 24, 2015 12:37
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