Attualità

Pneumatici abbandonati tra i nidi di tartaruga a Castel Volturno: martedì la bonifica alla foce dei Regi Lagni

Legambiente e l’associazione Domizia scendono in campo per liberare l’arenile dalle gomme disperse tra la sabbia, proprio nel tratto di costa dove la Caretta caretta depone le uova. Al fianco dei volontari anche il Commissariato per le bonifiche nella Terra dei Fuochi, il Comune di Castel Volturno e l’Incaricato di Governo contro gli incendi dolosi in Campania.

di Fabio Iuorio

Martedì prossimo il tratto di costa di Castel Volturno vicino alla foce dei Regi Lagni ospiterà una giornata di intervento ambientale pensata per rimuovere gli pneumatici accumulati sull’arenile. Ad organizzarla sono il circolo locale di Legambiente e l’associazione Domizia, che hanno individuato in questa porzione di litorale uno dei punti più critici per la presenza di scarti in gomma, tra i più difficili da smaltire.

Quella in questione è la spiaggia che la Caretta caretta sceglie ogni stagione di depositare le uova, condividendo lo spazio con il fratino, piccolo volatile legato agli ambienti dunali. A pochi passi dai nidi si accumulano però rifiuti di ogni genere, portati dalle correnti o lasciati da chi frequenta la zona, e tra questi le coperture dismesse restano il materiale più diffuso, incastrate nella sabbia o riportate periodicamente a riva dal moto ondoso.

All’operazione parteciperanno anche il Commissariato straordinario di Governo per le bonifiche nella Terra dei Fuochi, il Comune di Castel Volturno, che ha concesso il proprio patrocinio morale, e l’Incaricato di Governo per il contrasto al fenomeno degli incendi dolosi in Campania. Vista la delicatezza dell’area, i volontari non procederanno con una raccolta generica: l’attenzione sarà rivolta esclusivamente alle gomme, lasciando indisturbate le zone dove le tartarughe hanno scelto di riprodursi. Il lavoro da affrontare non è poco, considerando che alcune coperture giacciono sepolte da anni, mentre altre continuano ad arrivare spinte dal mare.

Le gomme abbandonate non danneggiano soltanto il colpo d’occhio della spiaggia: con il tempo si sgretolano, rilasciando componenti e microframmenti potenzialmente dannosi per l’ambiente circostante. C’è poi il rischio concreto che i pezzi più ingombranti tornino a galleggiare, alimentando ulteriormente l’inquinamento marino. Una volta recuperato, il materiale sarà affidato al consorzio Ecopneus, che si occuperà delle successive fasi di trattamento e reimpiego.

Nonostante anni di campagne simili, il fenomeno  purtroppo non è stato mai risolto: la quantità di gomme ancora presente sull’arenile conferma quanto l’abbandono scorretto sia tuttora diffuso lungo questo tratto di costa.

A dare ulteriore peso all’intervento è il pregio naturalistico della zona: la Caretta caretta è annoverata tra i simboli più noti della fauna che popola le acque del Mediterraneo, mentre il fratino è considerato un segnale affidabile dello stato di salute delle coste sabbiose italiane.

Tra i sostenitori dell’iniziativa figurano anche la Provincia di Caserta, il Consorzio Idrico Terra di Lavoro, la Fondazione Mario Diana e Fly Liternum. Sulla battigia troveranno spazio anche i pannelli del progetto Museo del Danno, che attraverso scatti fotografici e testimonianze concrete mostra cosa produce l’inquinamento sulla fauna e sugli ambienti marini.

Il ritiro delle gomme resta comunque solo un tassello di un percorso più ampio, che punta a mantenere alta l’attenzione su un tema tutt’altro che chiuso: quello dello smaltimento corretto dei rifiuti e della tutela delle aree costiere. Il senso profondo di questa giornata sta forse proprio nel contrasto che definisce oggi Castel Volturno: un pezzo di costa dove la natura insiste a riprodursi nonostante tutto, e dove il rispetto per quello spazio resta ancora un obiettivo da conquistare, non un dato acquisito.

This post was published on Ago 29, 2026 10:03

Redazione

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