Attualità

“La moglie nuova” al Teatro Cortese: la compagnia Il Mio Teatro porta in scena una commedia tra risate, amore e caos familiare

Una riunione tra parenti, una classica cena di famiglia organizzata per stare insieme in una serata di gioia si trasforma in un “incubo”, esplodendo come una pentola a pressione. È da qui che prende il via “La moglie nuova”, commedia in due tempi di Oreste De Santis, portata in scena dalla Compagnia Il Mio Teatro e con la regia di Riccardo Cafaro.

Bruno, 45 anni, marito, padre e uomo in piena crisi esistenziale e matrimoniale, scopre di essersi innamorato di un’altra donna e decide di cambiare vita. Il problema nasce quando sceglie di annunciare divorzio e nuovo matrimonio durante una cena in famiglia, con tanto di migliore amico invitato a fare da “testimone morale”. Quella che doveva essere una comunicazione civile si trasforma rapidamente in una serata al limite del surreale, tra scontri verbali, segreti che vengono a galla, tensioni familiari mai risolte e un crescendo di situazioni comiche che tengono il pubblico agganciato fino all’ultimo minuto. Perché? Semplice: quando si parla d’amore, di famiglia e di scelte di vita, nessuno è davvero innocente. Lo spettacolo gioca con ironia su un tema antico quanto l’uomo e su una domanda amletica: cos’è davvero l’amore? La risposta non è semplice e lo spettacolo lo dimostra ampiamente.

Ho incontrato gli attori della Compagnia Il Mio Teatro e il regista Riccardo Cafaro per far raccontare La moglie nuova, ma non solo. L’intervista entra nello spettacolo ma allo stesso tempo racconta chi sono le persone che lo portano in scena, tra percorso artistico, visione teatrale e passione condivisa.

“La moglie nuova” parla d’amore, ma soprattutto di caos familiare: cosa ne pensi? 

Kekko Mauro: Il caos familiare fa parte un po’ della vita di tutti, chi per un motivo e chi per un altro. Questo aiuta lo spettatore ad immedesimarsi e seguire la commedia con più attenzione. 

Tina Bottone: “La moglie nuova” è un mix d’amore e caos che si mescolano e rendono la commedia intrigante e divertente. 

Raffaele Arena: Credo che bene o male nel nostro quotidiano abbiamo a che fare con un mescolarsi di amore e caos quindi questa commedia anche se ci troviamo sul palcoscenico di un teatro rispecchia molto la vita quotidiana.

Giuseppe Bottacchio: Penso che in ogni famiglia regna un po’ di caos. In questa commedia può rispecchiare qualcosa nello spettatore.

Marzia Arena: “La moglie nuova” è una commedia che a mio parere parla di attualità, credo che molti spettatori si immedesimeranno.

Riccardo Cafaro: Le società cambiano, si evolvono, cosi i costumi, i comportamenti e i modi di pensare delle persone. I cosiddetti caos si creano nel momento in cui tutto o parte della società cambia rispetto al nostro standard di vita quotidiana disorientandoci. Con il teatro si ha la possibilità di raccontare, con leggerezza ed ironia, detti cambiamenti al pubblico che potrebbe rivedersi o ravvedersi e, semmai, fare una pausa di riflessione. 
In questa commedia oltre la risata c’è parecchia verità: è stato difficile trovare il giusto equilibrio tra comicità e realtà?

Kekko Mauro: Portare in scena storie di vita vera ti dà la possibilità di capire tanti punti di vista. Può essere gioia o dolore, noi in entrambi i casi dobbiamo dare quel tocco di leggerezza cercando di strappare una risata. 

Tina Bottone: Alternare momenti divertenti a momenti più intensi crea un bel ritmo e tiene il pubblico incollato,sapere quando scherzare e quando essere serio,e se i personaggi sono veri e toccano il cuore la verità e la risata si mescolano meglio.

Raffaele Arena: No, non è stato molto complicato, alternare comicità e realtà aiuta al pubblico a rimanere con gli occhi attaccati sullo spettacolo perché noi cerchiamo di trasmettere le emozioni che il nostro personaggio deve trasmettere in quel momento. 

Giuseppe Buttacchio: No, non ho trovato molta difficoltà nel trovare un giusto equilibrio tra comicità e realtà.

Pina Colonna: Portare in scena una commedia come la Moglie Nuova vuol dire anche non essere miopi di fronte ad una realtà che spesso per false moralità si tende purtroppo ancora a nascondere, ma che vuole dimostrare a tutti i costi che l’Amore è straordinariamente forte in tutte le sue forme, è questo creerà sicuramente interesse ed attenzione al pubblico.

Marzia Arena: Difficile non direi e poi creare un equilibrio tra realtà e comicità fa in modo che lo spettatore assorbi meglio la commedia.

Riccardo Cafaro: Il teatro, dalla sua nascita, nella notte dei tempi, ha sempre raccontato, sottolineato e a volte stigmatizzato i comportamenti delle persone, specialmente di quelle che contano, creando un’aureola di comicità nei loro modi di essere, per strappare una risata e non apparire come un vero e proprio atto di accusa. Questo, secondo me, è il giusto equilibrio tra comicità e realtà. 
Cos’è per te il teatro? 

Kekko Mauro: Il teatro per me, é diversità. Sulle tavole del palcoscenico posso essere tutto ciò che non sono nella vita reale. E questo mi dà un adrenalina pazzesca. 

Tina Bottone: Per me il teatro è terapia,rinascita, ti cambia e se lo fai con amore e passione ti riempie di gioia e soddisfazioni, ogni volta che si va in scena sembra sempre la prima volta,l’ansia ti sale e ti manca il fiato ma sono tutte belle emozioni.

Raffaele Arena: Per me il teatro è divertimento, passione, mi da la possibilità di imparare cose che magari prima non credevo di riuscire a fare e ti da anche qualche insegnamento stesso nella vita reale.

Giuseppe Buttacchio: Il teatro per me è vita, posso indossare qualsiasi maschera e soprattutto prestare il mio corpo e la mia voce a un  personaggio. Per me tutto questo si chiama magia.

Pina Colonna: Il Teatro è uno strumento di crescita, ma anche un gioco di regole, si impara la collaborazione e la condivisione.

Claudio Di Tella: Sono passati 35 anni da quando per gioco inizia a fare teatro, potrei scrivere un libro ma sarò breve: il teatro per me è stato la terapia dell’anima dove non avrei mai immaginato di lasciare per motivi personali, mi manca tanto, inizia con una compagnia dal nome “ma chi mo fa ffa”, sono passati 25 anni splendidi, ma come si dice si chiude una porta e si apri un portone, una sera in una rassegna gestita da anna Sciotti incontrammo un attore bravissimo,Riccardo Cafaro e tanto che facemmo che convincemmo Riccardo di far parte della nostra compagnia di teste matte,da allora Riccardo diventò per me l’amico, il fratello, il consigliere e il mio regista fino a tre anni fa.

Rosaria Manzi: Entrando a far parte della famiglia de Il Mio Teatro ho scoperto una Rosaria più aperta e comunicativa.

Marzia Arena: Per me il teatro è una valvola di sfogo, sembrerà strano ma nel momento in cui metto piede nella sala insieme ai miei compagni, è lì che mi sento me stessa.

Riccardo Cafaro: Il teatro, è racconto, narrazione, ha sempre svolto questa funzione egregiamente, sia facendo ridere che piangere ed è qui che entrano in gioco e nel merito attori e registi x la validità e veridicità della storia raccontata. Faccio mia una citazione del grande Gigi Proietti: “benvenuti a teatro, dove tutto è finto, ma niente è falso” questo è il teatro, x me, magia, dove attori e registi diventano i veri maghi della messa in scena di una storia, che sia finta, vera, verosimile, surreale, ma mai falsa. 
Chi è per te Riccardo Cafaro? E cosa ha tirato fuori in te che non sapevi di avere?

Kekko Mauro: Riccardo Cafaro per me è come un padre. Con lui puoi parlare di tutto, anche al di fuori del teatro. Io l’ho conosciuto veramente per caso, e grazie a lui ad una rassegna qualche anno fa, alla mia prima volta sulle tavole del palcoscenico, sono riuscito a vincere il premio come “Miglior attore non protagonista”. Se sono quel che sono, artisticamente parlando, devo tutto a lui.

Tina Bottone: Riccardo per me è sempre stato un faro, l’ho conosciuto all’età di 15 anni (ora ne ne ho 47) e mi lega a lui un profondo sentimento, la stima che nutro per lui non si può misurare. Un uomo colto ricco di amore e passione, un maestro, un amico per chi lo conosce riesce a guidarti anche nella più buia delle situazioni, un vulcano di pensieri, un uomo inarrestabile ma soprattutto temerario, non puoi non amarlo. Ha visto in me quello che non riusciva nessuno e con i suoi consigli mi ha reso sicuramente migliore, lo adoro.

Raffaele Arena: Riccardo per me è un familiare, un parente stretto, mi ha visto nascere crescere e mi ha preso sotto la sua ala protettiva, di me ha tirato fuori capacità che nemmeno io sapevo di avere, grazie a lui sono riuscito a sbloccarmi davanti ad un pubblico di persone e riuscire ad esibirmi davanti a loro.

Giuseppe Buttacchio: Conosco da poco Riccardo, ma è nata subito una bella intesa tra maestro e allievo. Mi ha dato molti consigli scenici per questo spettacolo.

Rosaria Manzi: Riccardo lo conosco da sempre e l’ho sempre ammirato e inseguito affinché mi desse questa possibilità di appartenere alla famiglia che è il mio teatro.

Marzia Arena: Riccardo Cafaro oltre che essere un grande regista per me è anche uno zio, in fondo mi ha visto crescere quindi il sentimento che mi lega a lui è un bene infinito.

Claudio Di Tella: Riccardo per me è stato ed è una persona eccezionale. Riesce a prendere persone che non hanno idea di cosa vuol dire fare teatro e riesce a farne degli attori bravissimi.

Se dovessi spiegare Riccardo Cafaro come regista usando una sola parola quale useresti e perché?

Kekko Mauro: CONDOTTIERO. Perché non si ferma davanti a nessuna difficoltà. Cerca sempre di trovare sempre la soluzione più efficace per mettere a proprio agio tutti gli attori della compagnia.

Tina Bottone: Non posso definire Riccardo con una sola parola come regista perché lui è un direttore d’orchestra di emozioni, un uragano di passione e creatività, un visionario, un artista senza confini, lui è semplicemente Riccardo Cafaro, un baule che apri e trovi un tesoro.

Raffaele Arena: GENIO, perché qualunque tipo di commedia lui deve portare che sia comica, triste ecc…, riesce in qualunque caso a creare un vero e proprio spettacolo, se hai un problema con qualche scena subito te la risolve, trova la soluzione per tutto e riesce a metterti a tuo agio.

Giuseppe Bertocchio: Travolgente.

Marzia Arena: MAESTRO. Sia di vita per i consigli che dà che di teatro, uomini come lui non ne fanno più.

Pina Colonna: Il Maestro Riccardo Cafaro, guida preziosa, uomo di grande sensibilità, capace di trasformare il silenzio in magia, la sua regia sarà un viaggio indimenticabile. 

Sei new entry in una compagnia già affiatata: hai più paura o adrenalina?

Giuseppe Buttacchio: Per me la paura in qualsiasi spettacolo non esiste. Penso che sarà una bomba di ADRENALINA.

Sei entrata/o in un cast già rodato: come pensi che il pubblico noterà la tua presenza?

Giuseppe Buttacchio: Credo che si noterà più il personaggio che la mia persona.

In qualità di veterano senti la responsabilità di guidare i più giovani? Come vivi questo compito?

Kekko Mauro: Diciamo che guidare i più giovani, essendo a mia volta giovane, risulta un po’ difficile. Però cerco sempre subito di far capire i nostri metodi a chi è nuovo. Sono sempre pronto a dare una mano per farli sentire subito parte integrante del gruppo. 

Tina Bottone: Io ho trasportato i miei figli in questo mondo affascinante e fatto di emozioni, non c’è  stato bisogno di guidarli, è bastato vedere con quanto amore io vivessi quest’esperienza.

Raffaele Arena: No, non sento questa responsabilità di guidare i più giovani essendo comunque stesso io uno dei più giovani della compagnia, mi metto allo stesso livello loro perché comunque io ho ancora molto da imparare e lavorare di squadra la trovo una cosa migliore di guidare una new entry.

Qual è la cosa più importante che la compagnia ti ha insegnato negli anni?

Kekko Mauro: La fiducia è il collante che tiene insieme il gruppo! Ma anche la comunicazione e l’essere sinceri e onesti è fondamentale; essere presenti l’uno con gli altri.

Raffaele Arena: Sto imparando a rispettare gli impegni presi, ho scoperto un mondo che mi affascina, è un’esperienza che mi sta servendo anche in quello in cui io sto studiando.

Ed eccoci a parlare con te Riccardo, il regista: Cosa ti ha affascinato di più di questa commedia per convincerti a portarlo in scena?

Ogni commedia che scelgo di mettere in scena, con la mia compagnia, devo preventivamente fare parecchi conti. In primis, il numero degli attori, in maschi e femmine disponibili; essere attento a mantenere quegli standard di commedie gradita al mio pubblico, per non disattendere le loro aspettative; scegliere, quanto più possibile, una commedia che racconti fatti di vita reale dei giorni nostri i cui ingredienti, al suo interno, spaziano di tutti quei sentimenti presenti in un essere umano che ben conosciamo. “LA MOGLIE NUOVA” che ho scelto di mettere in scena, risponde, ancora una volta, al caso avendo quei requisiti poc’anzi accennati.
Che messaggio speri che il pubblico conservi dopo aver visto lo spettacolo?

Una volta che scelgo di mettere in scena una commedia, il messaggio che mi piace sempre dare al pubblico è il buon fine della storia, convinto che nella vita a tutto c’è un rimedio, a tutto una soluzione. Quindi, che il pubblico possa conservare sempre un messaggio di speranza.  

Se dovessi raccontare questo spettacolo a chi non ama il teatro cosa diresti?

In genere, a chi non ama il teatro, ma preferisco usare l’espressione a chi non è tanto predisposto a recarsi a teatro, faccio opera di persuasione perché ci vada, nello specifico, cerco di convincere raccontando la storia, non svelandola ed in un modo intrigante da incuriosire la persona.  
Cosa rende ‘La moglie nuova’ diversa da altre commedie che hai diretto?

Ogni commedia ha una sua storia fatta da persone, ognuna diversa dall’altra per forma mentis, cultura, luoghi natii ecc. quindi, ricca di implicazioni e complicazioni. La storia de “LA MOGLIE NUOVA” è singolare x fatti e vicissitudini dei personaggi, fa ridere, sorridere e riflettere, le scelte fatte, poi, dai personaggi, che siano condivisibili o meno, sono scelte personali che potranno essere si discusse, come tante ed altre del resto, ma che vanno rispettate. 
La domanda mancante, quella che non mi hai fatto e che ora mi faccio da me e do la risposta a te che hai voluto gentilmente condurre questa bella intervista conoscitiva della compagnia in occasione della messa in scena della nuova ed inedita commedia “LA MOGLIE NUOVA”, in qualità di giornalista della testata RoadTv Italia con i ringraziamenti miei e della compagnia tutta. Domanda: Qual’ è il tuo rapporto con gli attori della compagnia “IL MIO TEATRO”? In compagnia sono presenti attori storici e attori variabili. Premesso che gli attori facente parte di un nuovo progetto teatrale non sono sempre quelli appartenente alla  compagnia, per questo motivo lì definisco variabili o addirittura meteore: compaiono e scompaiono a progetti. Con ogni attore cerco d’instaurare un rapporto confidenziale e di collaborazione mettendoli a loro agio e anche in presenza di loro errori, più volte reiterati, con gli esempi li porto alla correzione. Le mie arrabbiature scattano quando, nei tempi stabiliti, non hanno formato memoria delle loro battute. Esulto, invece, quando nella recitazione riescono ad emozionarmi, ossia, ad essere veramente bravi nei loro ruoli. C’è anche da considerare che talvolta sono principianti e questo comporta più occhio e impegno da parte mia, ma ciò non mi dispiace perché riesco a plasmarli come voglio. In sintesi ed infine, credo che le arrabbiature continue di un regista verso gli attori, le cosiddette  caziate, per intenderci, non facciano sempre bene, anzi, il più delle volte mettono in soggezione l’attore creando, nel suo intimo, una sorta di mortificazione e di frustrazione da non permettergli quella piena fiducia occorrente per poter continuare a fare teatro. Fiducia, dare sempre fiducia e credere in loro, specialmente se son giovani!      


Una commedia brillante, veloce, mai banale. Insomma, una di quelle storie che fanno ridere ma poi, tornando a casa, ti lasciano anche qualcosa su cui pensare. E non è poco.

Appuntamento da non perdere sabato 14 e domenica 15 febbraio al Teatro Cortese in Viale del Capricorno, 4 Napoli

Per info e prenotazioni 3286128411 / 3339978383

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