Testo di Marianna Iannaccone, regia di Riccardo Citro: tre serate per uno spettacolo che mescola storia, filosofia e teatro sperimentale, tra John Florio, Giordano Bruno e i capolavori elisabettiani
Dal 20 al 22 marzo 2026 il Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, in Via San Pasquale a Chiaia 49, ospita “Il segreto di Shakespeare”, spettacolo scritto da Marianna Iannaccone e diretto da Riccardo Citro. In scena Vincenzo Sabatino, Vincenzo Vecchione, Marianna Iannaccone e lo stesso Citro. Gli orari delle rappresentazioni sono venerdì 20 e sabato 21 marzo alle ore 21, domenica 22 marzo alle ore 18. Per informazioni: 081.5448891 / 081.4104467.
Una ricercatrice, un manoscritto e un viaggio nella Londra del 1583
La vicenda ruota attorno a Mayson, giovane ricercatrice che si imbatte in un manoscritto perduto di Shakespeare. Il ritrovamento la trascina indietro nel tempo, insieme al professor Greene — figura quanto mai ambigua — fino alla Londra del 1583, tra le mura dell’ambasciata francese. È qui che la storia si infittisce: nell’ambiente cosmopolita e intellettualmente vivace della corte elisabettiana si incrociano John Florio, raffinato uomo di lettere, e Giordano Bruno, filosofo in esilio. Tra cospirazioni, erudizione e passione per la parola scritta, prende corpo un segreto di portata storica: quanto deve Shakespeare all’influenza di Florio?
Tra storia e letteratura: la genesi di “Pene d’amor perdute”
Lo spettacolo è tratto dal romanzo di Marianna Iannaccone “Resolute John Florio all’ambasciata francese” e contiene riferimenti a fatti storici documentati. In un momento chiave della rappresentazione viene messa in scena la genesi di Pene d’amor perdute, portando il pubblico al cuore del dibattito sull’autorialità shakespeariana. Il registro alterna incursioni ironiche a momenti di intensa riflessione, mantenendo vivo l’interrogativo su chi si celi realmente dietro i capolavori del Bardo.
Una regia sperimentale tra teatro, immagine e suono
La regia di Riccardo Citro adotta un approccio sperimentale che fonde linguaggi teatrali, visivi e sonori, costruendo un viaggio scenico tra verità nascoste, invenzione letteraria e questioni di identità. Il risultato è uno spettacolo che non si limita alla ricostruzione storica, ma interroga il confine tra genio individuale e contaminazione culturale, in una delle stagioni più fertili della storia della letteratura occidentale.












