di Redazione
Napoli – Mentre a Scampia i cittadini si dichiarano pro o contro il sito di compostaggio che il comune di Napoli intende realizzare all’interno del quartiere, nel vicino carcere di Secondigliano, questa mattina, è stata posata la prima pietra di quello che sarà l’impianto di compostaggio del penitenziario. Si tratta del primo impianto di compostaggio aerobico all’interno del comune di Napoli e sarà realizzato a ridosso delle mura di cinta esterne del carcere.
“L’impianto è stato fortemente voluto dalla nostra amministrazione – ha dichiarato il vicesindaco Sodano – e sarà dedicato al trattamento ed alla trasformazione non solo della frazione umida prodotta dallo stesso penitenziario ma anche di una parte del rifiuto organico, frutto del porta a porta, raccolto da Asia nel quartiere di Scampia-Secondigliano. Un quartiere, Scampia-Secondigliano, che vorremmo diventasse un vero e proprio eco-distretto dove recuperare i materiali facendo crescere il lavoro e la cultura della differenziata”.
La struttura dedicata al trattamento dei rifiuti organici, la cui realizzazione è stata promossa dalla cooperativa sociale Secondigliano Recuperi, sarà pronta entro cinque mesi e potrà gestire e trattare circa 3 mila tonnellate di rifiuti. Nell’impianto lavoreranno circa venti detenuti, ai quali verrà data un’opportunità occupazionale significativa: “un esempio concreto di come sia possibile e giusto sintetizzare l’attenzione civile e sociale con una rivoluzione ambientale capace di garantire anche un miglioramento occupazionale. Il sentiero dei diritti civili e quello dei diritti ambientali, infatti, devono procedere parallelamente, anzi forse è il caso di dire che devono proprio incrociarsi” ha concluso Tommaso Sodano.
22 ottobre 2013
This post was published on Ott 22, 2013 17:44
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