Cultura

I giganti della montagna

Napoli è una città costruita verso l’alto; le salite sono tante, talune impervie altre agevoli, ma tutte costano fatica.

Tanta fatica sarà costata la sua personale salita a Massimiliano Gallo , nel brillante esordio dietro la macchina da presa. La storia ha il sapore della leggenda ed a quel punto , Ford docet,  devi  stampare la leggenda e Gallo lo fa raccontando personaggi fin troppo noti mai imitandoli ma regalando loro il sapore unico ed immutabile del mito.

L’anteprima napoletana, in una strana serata primaverile  con freddo e pioggia ed un Vesuvio innevato, tra sindaco , Fico , attori ed intellettuali, ha consegnato regalo al pubblico un gran  bel film , capace di raccontare la prigione in modo del tutto originale. I ragazzi di Nisida non hanno le facce dei cattivi di Gomorra, con barbe talebane tatuaggi, non hanno i fisici scolpiti e la bellezza degli eroi di Mare fuori, ormai sbiadita fotocopia della prime due serie. Sono diversi, palpabili, dannatamente simili ai ragazzi della porta accanto . Emanuele, il protagonista ha un viso angelico, sembra un  fanciullo michelangiolesco e forse la terribile parola… camorra… sembra stridere tra le facce di quei ragazzi alla ricerca di uno spunto per colmare il pesante vuoto di un’esistenza mediocre.

Salvezza , riscatto , salita , li trovano nel teatro attraverso una  guida eccellente , un Virgilio leggermente avanti d’età , con acciacchi evidenti , un gigante del palcoscenico , Eduardo De Filippo . Gallo lo rende vivo  attraverso la meravigliosa interpretazione di Mariano Rigillo , uno dei pochi attori italiani equiparabile alla tradizione anglosassone  per cui auspico ,in tempi di David, che  venga candidato come miglior attore non protagonista. Rigillo regala un Eduardo più vero del vero, non lo imita, pur avendolo conosciuto, lo interpreta in tutta la sua infinita grandezza . Gallo con scelta estrema consegna al pubblico un Eduardo ed un sindaco Valenzi dalle proporzioni gigantesche; se Rigillo è più alto di Eduardo, Francesco Siciliano regala volto e passione politica a Valenzi ,primo cittadino mai dimenticato degli anni ottanta pittore ed amante della cultura , dall’alto del suo metro e novanta . Eppure quelle altezze svaniscono di fronte a dettagli , come il modo di muoversi e camminare di Eduardo  che Rigillo restituisce perfettamente come una copia vivida dell’originale .

Il lavoro paga , dice Eduardo ai ragazzi ed indica quella strada come unico divieto al ritorno tra quelle mura . Il messaggio potente ancora oggi che il grande drammaturgo veicola attraverso due attori feticcio Carlo Croccolo , che Casagrande mai sfiorando la caricatura delinea nel suo spessore di grande caratterista e Luisa Esposito che appare agli occhi più attenti, un vero clone di Rosalia Maggio erede della celebre dinastia ed attrice poliedrica capace di passare dal varietà , ai film di Totò al teatro eduardiano. Potrei fermarmi, potrei dire banalmente ma con forte verità , che pellicole di questo tipo andrebbero veicolate nelle scuole per far conoscere  Eduardo, la passione per il teatro e la redazione attraverso la cultura, potrei citare il delicato omaggio alla poetica pasoliniana con il corteggiamento tra Emanuele e Beatrice che sembra un fotogramma di Mamma Roma con il sottofondo del  concerto RV 443 per flautino di Vivaldi, potrei citare il cameo irresistibile di  Gea Martire , zia antesignana del culto per i toy boy o la recitazione commovente e misurata di Milo ed Imparato , nessun nota stonata in un cinema mai urlato con un gran finale con il teatro con il monologo di un irresistibile Paolo Crsta che mima la vita ed una piccola agnizione finale che flirta con Billy Elliott altro piccolo capolavoro del racconto di formazione.

Merito di un attore poliedrico che ha scelto una gran storia per il suo esordio da regista, che ha provato a raccontarci il male in modo diverso, insolito, restituendo l’infinita potenza del teatro e della cultura, commuovendoci tra le pieghe dei titoli di testa che riproducono i veri filmati della visita di De Filippo a Nisida , le sue parole , la scenografia di Brunno Garofalo ed il tailleur a fiori di Rosalia Maggio…tutte cullato dalle musiche bellissime di Enzo Avitabile.

Ricordate sempre che  tutte quelle cose sono accadute davvero anche in un luogo dove spesso la speranza ed i sogni restano fuori dalle sbarre e lontani dalle pagine di carta di un copione…

di Roberto Schioppa.

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