martedì, Settembre 28, 2021
HomeCulturaIl Gran Cafè Gambrinus come "teatro del gusto"

Il Gran Cafè Gambrinus come “teatro del gusto”

“I luoghi del vino, come bere un territorio”

Il Gran Caffè Gambrinus, storico caffè della città di Napoli, vero e proprio salotto letterario e culturale, apre le sue sale agli incontri del gusto.  “I luoghi del vino, come bere un territorio” è un format ideato da Massimiliano Rosati, i fratelli Antonio e Arturo Sergio, con la collaborazione di Romina Sodano, al fine di rendere il Gambrinus un vero e proprio Teatro del Gusto tra storia, arte e passione eno gastronomica. E’ l’Irpinia, terra di grandi vini campani, ad esordire nelle sale dello storico caffè letterario. Protagonista indiscusso la famiglia Mastroberardino e la sua storia di dieci generazioni dedicate alla coltivazione dei vitigni autoctoni, per la produzione di vini di qualità.

La famiglia Mastroberardino e la sua testimonianza

Durante la serata Piero Mastroberardino ha presentato le numerose testimonianze di antichi documenti che narrano di lunghi viaggi in giro per il mondo dei propri antenati nei primi dell’ottocento. Una presentazione che ha proiettato gli ospiti indietro nel tempo, in un Irpinia aspra, fredda, una delle poche vigne innevate durante l’inverno, dove a novembre l’uva veniva ammassata su carretti e, percorrendo sentieri impervi, raggiungeva le cantine per la pigiatura. Un clima che ha reso però possibile produrre grandi vini come il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo ed il Taurasi. Si è evidenziato come i grandi vini dell’Irpinia esaltano, con i loro toni minerali e le caratteristiche organolettiche, i caratteri della cucina tipica delle zone costiere, un perfetto abbinamento. Protagonisti della degustazione il Fiano di Avellino 2013, il Taurasi Radici 2008 ed il Fiano Muffato 2011.

Lo chef Paolo Gramaglia il suo pane e i suoi piatti

Ad accompagnare la degustazione di questi grandi vini lo Chef Paolo Gramaglia, patron del ristorante President di Pompei ha realizzato, con la collaborazione della sua squadra di chef della Costiera due piatti. Il risotto all’essenza di cipolla ramata di Montoro e una fonduta di Silano per il  Fiano 2013, mentre al Taurasi Radici il maialino nero casertano con salsa di cavoli pompeiani, friarielli croccanti e riduzione di Taurasi. Durante la serata lo chef Gramaglia ha arricchito il suo intervento con uno studio dei pani  degli antichi romani di Pompei, e con l’ausilio di Carmelo Esposito – del panificio Esposito di Pompei – hanno realizzato alcune tipologie di antichi pani pompeiani, come l’ortolaganus, pane da farina finissima per le occasioni importanti, miele, vino, olio, pepe, latte, uova e canditi, l’adipatus, pane da farina bianca e quindi per il ceto ricco, con lardo e pepe, il cibarius, pane per il popolo fatto con farina scura ed infine il furfurreus da farina di crusca a forma di gallette destinato ai cani.

Le dolcezze del Gran Caffè Gambrinus e la poesia

Una sfogliatella Frolla delicata, di pasta frolla sottile e ripiena di un’esplosione di gusto del dolce tipo napoletano offerta dalla Pasticceria del Gran Caffè Gambrinus accompagnata dal Fiano Muffato Melizie 2011, hanno salutato gli ospiti. Non è mancato un istante di rappresentazione artistica. Piero Mastroberardino ha recitato alcuni versi  di una delle tante sue poesie che accompagnano da sempre i suoi dipinti, esposti in sala per l’occasione. L’Irpinia è terra di grandi vini ma di grande risorse gastronomiche e culturali. E’ difficile non innamorarsi e vivere una terra che se pur martoriata dal terremoto del 1980 ha sempre dimostrato di avere grinta e valore assoluto proprio nei frutti della sua terra.

Il Gran Cafè Gambrinus come "teatro del gusto"
Redazione Desk
Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.
RELATED ARTICLES

ARTICOLI RECENTI