Gragnano si prepara a raccontare una parte importante della propria identità attraverso il vino, i prodotti della tradizione e un patrimonio storico che affonda le radici molto lontano nel tempo. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, le zone collinari della città saranno infatti al centro di due iniziative pensate per mettere insieme enogastronomia, cultura, archeologia e valorizzazione del territorio.
Il primo appuntamento sarà con “Gragnano da Bere”, in programma sabato 29 e domenica 30 agosto nella località Aurano. Pochi giorni dopo, il testimone passerà a “Bacco e Cerere”, previsto per martedì 1° settembre nella zona di Madonna delle Grazie. Due manifestazioni differenti, ma unite dalla stessa idea: riportare l’attenzione su quelle parti del territorio che spesso restano lontane dai principali circuiti turistici e che, invece, custodiscono una storia fatta di agricoltura, tradizioni e produzioni locali.
Il vino sarà naturalmente uno dei protagonisti, ma non sarà l’unico elemento al centro delle iniziative: accanto alle degustazioni troveranno spazio alcune delle eccellenze gastronomiche che caratterizzano l’area, dal panuozzo alla pasta di Gragnano, passando per il fior di latte e gli altri prodotti delle aziende del territorio.
Ad Aurano le due serate saranno dedicate soprattutto alla scoperta dei prodotti e delle realtà produttive i cui sono previsti anche momenti dedicati ai vigneti e alla conoscenza delle coltivazioni, con un programma che punta a coinvolgere cittadini e visitatori. Per raggiungere la zona collinare sarà inoltre disponibile un servizio navetta gratuito con partenza dal parcheggio della scuola media Roncalli.
Il secondo appuntamento avrà invece un’impronta ancora più legata alla memoria. A Madonna delle Grazie, con “Bacco e Cerere”, il vino sarà utilizzato come filo conduttore per raccontare la storia antica del territorio. Il nome stesso della manifestazione richiama il legame tra la produzione agricola e la cultura dell’antichità, in una zona nella quale la presenza della viticoltura viene fatta risalire a oltre duemila anni fa.
Non si parlerà dunque soltanto di calici e degustazioni. Il programma prevede infatti occasioni per conoscere il patrimonio archeologico e storico della zona, compreso l’antico torchio del XVI secolo, insieme ad altri spazi dedicati alla memoria del territorio, un modo per provare a trasformare una tradizione agricola in uno strumento di conoscenza e, allo stesso tempo, di promozione turistica.
Dietro le due iniziative c’è anche una riflessione sul futuro di Gragnano. Il territorio possiede caratteristiche che non hanno bisogno di essere costruite artificialmente: il vino fa parte della sua storia e i terrazzamenti collinari rappresentano una risorsa che potrebbe essere ulteriormente valorizzata.
Il punto, quindi, non è soltanto organizzare una festa o attirare visitatori per qualche sera, la sfida più importante è riuscire a trasformare questa ricchezza in un progetto che abbia continuità. Adeguare i terreni agricoli, sostenere i produttori, recuperare le aree rurali e creare nuove occasioni occupazionali potrebbe permettere alle giovani generazioni di guardare al territorio non soltanto come a un luogo dal quale andare via, ma anche come a uno spazio nel quale costruire il proprio futuro.
È proprio il tema dei giovani uno degli aspetti più interessanti delle iniziative. La valorizzazione delle produzioni locali, infatti, può diventare anche un’occasione per creare nuove professionalità e mettere in rete agricoltura, ristorazione, turismo e cultura, un sistema nel quale il vino non viene considerato semplicemente come un prodotto da vendere, ma come parte di un patrimonio più grande.
Anche il coinvolgimento delle associazioni e dei produttori va nella stessa direzione. L’idea è quella di mettere insieme competenze e realtà diverse, facendo dialogare chi lavora nei campi con chi si occupa di cultura, archeologia, promozione del territorio e gastronomia.
Gragnano, del resto, ha già un nome conosciuto ben oltre i confini della Campania grazie alla pasta, il vino può diventare un’altra chiave per raccontare la città, soprattutto se inserito all’interno di un percorso capace di valorizzare anche i paesaggi collinari e le testimonianze storiche.
“Gragnano da Bere” e “Bacco e Cerere”: vino, cultura e giovani protagonisti tra storia e tradizione











