Cultura

 Gomorra le origini e la polemica

di Roberto Schioppa

Tante voci si sono mobilitate contro la nuova serie “Gomorra le origini” (trailer)

Intellettuali, magistrati, politici continuano a rinnegare il mondo descritto e creato da Saviano, diventato uno tra i più iconici per descrivere Napoli ed il suo popolo che s’incrocia con la malavita.

Un modello negativo che celebra la camorra, che rende eroi personaggi negativi e che, oggi, si rafforza ancor di più in un prodotto esteticamente notevole.

La Napoli anni settanta è ricostruita nei mini particolari. Siamo catapultati in un viaggio nel tempo tra un film di Merola, un fotoromanzo ed una passeggiata nella Secondigliano dei ruggenti seventies.

Ci muoviamo tra le pieghe della Roma di Romanzo criminale, i personaggi sembrano cloni del dandy o del freddo, guidano le stesse auto, vestono in modo identico con giacche e cappotti di pelle,  pants a zampa ed acconciature ricche di basette e lunghezze.

Deve esserci una sorta di estetica del male, quando si racconta l’emersione della camorra e della banda della Magliana lo si fa con un occhio alla moda, ai cliché che diventano ossessione, elemento determinate per la qualità del prodotto. Ma forse si strizza anche l’occhio al modello americano, soprattutto al mondo Marvel.

Il clan di Secondigliano come supereroi dei quali si narrano origini e superpoteri, che alla fine si possono sintetizzare in un unico modello comportamentale: se nasci povero, senza istruzione, ultimo … può risalire la china solo coniugando all’infinito il verbo delinquere, senza alcuna coscienza o morale.

Pietro Savastano solo così può migliorare la sua posizione e trovare il suo posto nel mondo, cercando di seguire le orme di un boss che ha solo pochi anni più lui.

La cosa assurda, che gli autori certo non ignorano, è che oggi dopo oltre cinquant’anni non è cambiato nulla; i ragazzi delle periferie e dei quartieri popolari cercano solo soldi facili, non hanno volontà di sacrificarsi per un lavoro che neanche arriva a 1000 euro o per un percorso di studi che perfino le famiglie ritengono inutile.

Oggi i guaglioni delle paranze diventano ricchi ad un’età anagrafica in cui Pietro vedeva gli altri fare soldi con il contrabbando, hanno in mano armi che usano senza alcuna esitazione, vivono nel mito della prima Gomorra riprendendo a memoria frasi e gesti di Gennaro e Ciro, così come chi li ha preceduti ripeteva il copione di Scarface ignorando che dietro quelle parole, dietro qui personaggi, ci fosse la scrittura di Oliver Stone.

Pietro e la sua banda, Angelo a’ sirena, Chanel sono, nella mente di chi segue la serie, personaggi positivi per i quali parteggiare. Si perde in modo totale la percezione del male che incarnano e di quello che poi la storia li farà diventare.

Pietro con la sua iniziale difficoltà a relazionarsi con la violenza finirà, senza rimorsi, per diventare un boss spietato e questo dimostra che gli eroi, se tali  vogliamo definirli, finiscono per fare una vita orribile come quella che De Crescenzo-Bellavista, preconizzava per l’emissario che chiedeva il pizzo, “vi uccidete tra di voi e quando non è possibile ci sono le vendette trasversali ma tutto sommato non fate una vita di m…..”

Questo mantra dovrebbe entrare nella mente delle persone. Capire che se il sogno di una ricchezza vissuta tra le ombre delle Vele deve nascere da omicidi e spaccio, si finisce per essere schiavi del terrore della morte, che può colpire anche in un garage di Melito. Solo la forza di staccarsi d a quei modelli li renderà liberi.

Oggi tra tiktoker mostruosi che fatturano tantissimo, camorra ed only fans, per chi vuole soldi facili e subito c’è solo l’imbarazzo della scelta, di un scelta orribile perché alla fine si finirà sempre con una vita che dipende solo dall’arte antica di contare i soldi come ogni buon soldato di camorra.

Gomorra le origini va visto come un potente affresco storico, come avviene per il Padrino; nessuno più pretende di considerare la crescita ed il potenziamento della mafia effetto del film di Coppola. Il valore estetico esula dai comportamenti di chi cerca di imitare i Corleone.

Pietro, Imma e Chanel sono solo ragazzi degli anni settanta che cercano di vivere un’esistenza appagante ma trovano risposte solo nel poco che conoscono, una baracca, un marito violento ed il danaro che comanda ogni cosa.

Se ognuno capirà che questo universo non crea un insieme di valori ma solo la risposta immediata alla tragedia della povertà, la serie sarà depotenziata e vista con lo stesso distacco di Romanzo criminale, legato ad un’Italia oggi lontanissima ferita da stragi terroristiche e poteri deviati.

E poi ….credetemi……se fanno male gli eroi di Gomorra altrettanto accade per la narrazione unilaterale della periferia partenopea nella Preside, dove gli eroi, pur se positivi, dimostrano in modo del tutto errato che Don Chichotte può vincere anche contro i mulini a vento, pur sapendo che questa vittoria è effimera ed inutile se risiede nell’egocentrismo di un solo soggetto.

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