Un gobbo napoletano: i topi al San Paolo? Caduta di stile del telecronista

Sandro Piccinini è famoso per le sue classiche frasi ad effetto. La sciabolata morbida e il mucchio selvaggio sono termini entrati nel gergo calcistico, anche se, e non ce ne voglia il telecronista romano, non hanno certo la stessa carica poetica e romantica delle ancor più gloriose frasi di Gianni Brera.

Caduta di stile, ma c’è un ma

E’ innegabile che la sua ultima esternazione, non propriamente tecnica, durante la telecronaca di Napoli-Fiorentina, non sia stata felicissima e giustamente abbia fatto infuriare i tifosi partenopei. Lo stadio San Paolo non è avveniristico, anzi, diciamo che soffre di un certo livello di degrado, ma affermare che ”mancano solo i topi, ma non tarderanno ad arrivare” non è un’opinione che ci si aspetta da un telecronista. Piccinini sembra essersi infastidito per il fatto che in tribuna stampa piovesse. Infatti, uno dei problemi del San Paolo è proprio l’allagamento della sala stampa in caso di pioggia. Questo ci porta al ”ma” che aleggia sulla questione.

Stadi fatiscenti, solo in Italia

Il fatto che un telecronista ”offenda” lo stadio di una squadra non dovrebbe essere un alibi. La situazione stadi in Italia è tragica. In Inghilterra sembra di giocare su campi da golf –  come, del resto, sui campi degli altri paesi del Regno Unito, in Spagna i manti erbosi  e gli impianti sono da stropicciarsi gli occhi, stesso dicasi per la Bundesliga. Ma questo non concerne solo gli stadi dei maggiori campionati europei. Anche paesi con pochissima tradizione calcistica riescono ad organizzare Mondiali ed Europei dotando le manifestazioni di impianti belli e sicuri.

Dallo Juventus Stadium al Massimino

Una soluzione ci sarebbe, lo stadio di proprietà. Chi ci è arrivato per primo in Italia? La Juventus, poteva essere altrimenti? Non è questione di essere ”gobbi”, è un dato di fatto. La Juventus ha incrementato i risultati sportivi ed economici costruendo uno degli stadi più belli d’Europa – quest’anno si giocherà proprio lì la finale di Europa League. Ci aveva provato il Cagliari con l’Is Arenas, ma lo stadio è stato smantellato per problemi burocratici dopo neanche mezza stagione. Guardare gli spalti vuoti del Massimino di Catania, domenica, è stato davvero avvilente. Se si pensa che anche l’Olimpico di Roma e il Meazza di Milano sono ormai da considerarsi obsoleti, ma allo stesso tempo i migliori stadi italiani – prima che la Juve costruisse il suo – allora si ha la dimensione dello sfacelo in cui si trova l’Italia sotto questo punto di vista.

Arrabbiarsi sì, ma con le persone giuste

La domanda allora sorge spontanea. Invece di arrabbiarsi con Sandro Piccinini, non sarebbe meglio, per i tifosi partenopei, farlo con Aurelio De Laurentiis e il sindaco De Magistris che non vengono a capo della faccenda San Paolo? Ai posteri l’ardua sentenza.

This post was published on Mar 24, 2014 17:54

Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne alla Federico II. Appassionato di videogiochi, calcio, cinema e letteratura. Crede che il giornalismo non sia solo ricerca della verità, ma anche sapiente uso di ironia e sarcasmo.

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