Ad aprile arrivano “Eva in Viola” di Cecaro e Proietti, la biografia di Michele Prisco firmata da Marinelli e “La secessione di San Gennaro” di Trapani: tre opere che spaziano tra reincarnazione, letteratura del Novecento e utopia napoletana
Aprile porta tre nuove voci nel catalogo della Giannini Editore. Tre libri diversi per tono, genere e ambizione, accomunati da un filo che attraversa coraggio, memoria e identità: “Eva in Viola” di Beatrice Cecaro e Paola Proietti, “Michele Prisco” di Gioconda Marinelli e “La secessione di San Gennaro” di Paolo Trapani.
Pubblicato nella collana La Cisterna, “Eva in Viola” è un romanzo che si muove oltre i confini del tempo e dell’identità. Al centro del racconto c’è la trasmigrazione di un’anima che torna sulla Terra per chiudere ciò che in una vita precedente è rimasto aperto. Eva e Viola sono due donne vissute in epoche distanti, unite da un destino invisibile e dalla stessa essenza interiore. La storia prende le mosse dalla vita di Viola, segnata da fragilità e paure, per poi aprirsi alle esperienze forti e dolorose di Eva, giornalista coraggiosa internata in manicomio. Il punto di contatto tra le due esistenze sono le sedute di ipnosi regressiva, momenti catartici che rivelano il legame profondo tra passato e presente, tra ferita e rinascita.
Beatrice Cecaro è autrice di “Madre di Pietà” (Alos Edizioni, 2010) e “Donna e Regina” (Elio de Rosa Editore, 2016) e ha curato mostre per il Museo Cappella Sansevero. Paola Proietti, avvocato napoletana, aveva già esordito con Giannini nel 2023 con “So chi mi ha uccisa”.
Nella collana Pem, Gioconda Marinelli firma la biografia di uno degli scrittori più raffinati del secondo Novecento italiano. Michele Prisco (Torre Annunziata, 1921 – Napoli, 2003), definito da Carlo Bo “un vero signore del romanzo”, ha saputo trasformare la provincia vesuviana in uno specchio universale dell’animo umano, con una scrittura sobria, lucida e profondamente umana. Marinelli ricostruisce la sua figura attraverso un’intervista inedita realizzata nel 1998 nella casa di via Stazio a Napoli, i ricordi delle figlie Annella e Caterina, e le testimonianze di amici e colleghi come Gesualdo Bufalino, Alberto Bevilacqua, Fernanda Pivano e Mario Pomilio. Ne emerge il ritratto di un uomo colto e schivo, fedele solo alla propria arte, “fuori dal coro” per scelta e per vocazione.
Gioconda Marinelli, naturalista, biologa, giornalista e scrittrice nata ad Agnone, vive e lavora a Napoli. Con Giannini aveva già pubblicato nel 2023 la biografia di Fabrizia Ramondino.
Nella collana Sorsi, Paolo Trapani immagina un futuro visionario e provocatorio: il 10 maggio 2034 Napoli proclama la nascita dello Stato Città di Napoli, dando vita a una secessione pacifica nel nome del principio di autodeterminazione dei popoli. La data non è casuale: esattamente tre secoli prima, il 10 maggio 1734, Carlo di Borbone aveva reso Napoli capitale di un regno indipendente. Il nuovo Stato si ispira alla Polis greca, si articola in cinque consigli municipali — moderni “Sedili” — e lancia persino una propria criptovaluta, la “Januaria”, garantita dal tesoro di San Gennaro. Un romanzo ironico e identitario, che trasforma la passione napoletana in una rivoluzione civile e culturale raccontata attraverso tre protagonisti.
Paolo Trapani, giornalista pubblicista dal 2001 e laureato in Scienze Politiche alla Federico II, ha già firmato volumi come “Napoli sulla pelle” e “Napoli, la città del calcio”.
This post was published on Apr 1, 2026 16:52
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