Dopo anni di silenzio, “Nacchere e Tammorra” torna a Giugliano il 18 aprile
C’è un suono che Giugliano conosce a memoria. Non è un suono qualsiasi, è il colpo secco della tammorra, lo schiocco delle nacchere, il suono di una città che si riconosce e si ritrova. Un suono che però da qualche tempo era sparito: anni di silenzio, di iniziative dissolte, di tradizioni affidate alla memoria individuale invece che alla piazza collettiva. Sabato 18 aprile torna infatti “Nacchere e Tammorra”, evento in cui le paranze che sfilano, i devoti della Madonna dell’Arco che si incontrano per strada e il pubblico diventano protagonisti in una liturgia tra il laico e il religioso. La manifestazione rinasce grazie all’impegno dell’Amministrazione D’Alterio e dell’Assessore alla Cultura Marco Sepe, in collaborazione con le associazioni Tammurriata Giuglianese e Vecchia Tammurriata Giuglianese, rappresentate da Domenico Pennacchio e Francesco D’Alterio. Un lavoro sinergico, paziente, che ha dovuto fare i conti con una realtà complessa anche perché negli ultimi anni le paranze avevano preso strade autonome, collaborando con altri enti e comuni, riunirle non era affatto facile: “Si tratta di una piccola ripartenza, ma non è stato facile rimettere insieme un’organizzazione che si era persa nel tempo. L’intenzione è quella di implementare di anno in anno questa iniziativa, profondamente legata alle radici giuglianesi” spiega l’assessore Marco Sepe. Nel pomeriggio del 18 aprile sei paranze (D’Alterio, Mezzone, Quartarola, Pistola, Dittatore, Teresa) attraverseranno Giugliano, il corteo partirà alle 18:00 dalla Villa Comunale di via Primo Maggio, risalirà via degli Innamorati, via Licante e via Aniello Palumbo, fino a raggiungere piazza Gramsci dove avverrà qualcosa che va oltre la coreografia, l’incontro con i devoti della Madonna dell’Arco. Non un momento di folklore, ma un nodo simbolico profondo, chi conosce la tammurriata giuglianese sa che questo incrocio non è mai casuale, ma è il cuore dell’intera tradizione.
Il corteo proseguirà poi lungo via Roma, per concludersi con l’esibizione finale sul palco allestito in piazza Matteotti. A riscaldare il pomeriggio fin dalle prime ore sarà l’artista Fabio Viglione, voce e presenza capace di preparare il pubblico all’incontro con le paranze.
C’è una domanda che vale la pena porre: perché una tradizione come questa smette di esistere? Accade purtroppo quando le istituzioni smettono di riconoscerla come patrimonio collettivo, e quando la comunità rinuncia a rivendicarla. Il ritorno di “Nacchere e Tammorra” è una risposta molto chiara, significa che c’è ancora qualcuno disposto a fare il lavoro paziente della ricomposizione con l’intenzione di crescere di anno in anno. Non si tratta di restaurare un museo, ma di tenere vivo qualcosa che respira ancora, purché qualcuno continui a dargli fiato.
Sabato 18 aprile, in piazza Matteotti, le paranze suoneranno, la gente ballerà. Giugliano, per qualche ora, tornerà a ricordare chi è.
This post was published on Apr 1, 2026 9:00
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