Attualità

Futuro Remoto 2025. Città della Scienza riaccende i riflettori sul “museo che verrà”

Il 21 novembre, nell’ambito della 39ª edizione della storica manifestazione, un confronto aperto tra Transizioni e Digital Humanities per immaginare i nuovi luoghi della cultura come laboratori di democrazia e inclusione.
Con lo sguardo rivolto alle sfide del domani e le radici ben salde in una storia quasi quarantennale, Città della Scienza si conferma ancora una volta il cuore pulsante della divulgazione scientifica e culturale del Mezzogiorno. Nel contesto di Futuro Remoto 2025, giunto alla sua 39ª edizione, la Fondazione Idis ribadisce il suo inestimabile valore educativo verso le nuove generazioni e la società civile, ospitando il 21 novembre un appuntamento cruciale per il futuro delle istituzioni culturali: “Il Museo che Verrà: Transizioni e Digital Humanities. Per una ricerca transdisciplinare”.
In un’epoca di trasformazioni costanti, dove la tecnologia ridefinisce i confini della conoscenza, i musei non possono più essere intesi come semplici custodi del passato. Al contrario, essi sono chiamati ad agire in prima linea come catalizzatori del cambiamento. L’evento, realizzato in collaborazione con Dicolab Hub Calabria Campania, si pone l’obiettivo di trasformare i luoghi della cultura in veri e propri “laboratori di partecipazione e cittadinanza democratica, di inclusione e relazione”.
L’iniziativa nasce da una sinergia straordinaria che unisce ben cinque regioni del Sud Italia — Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia — in un percorso di formazione promosso dai coordinamenti regionali di ICOM Italia. L’obiettivo è ambizioso e necessario: offrire ai giovani professionisti e a chi si affaccia oggi a questo ecosistema gli strumenti per governare le nuove progettualità museali. Dialogo, confronto, buone pratiche e immaginazione sono gli ingredienti essenziali per formare la classe dirigente culturale di domani.
Il Programma della Giornata
La giornata del 21 novembre si articolerà in due sessioni di alto profilo, pensate per stimolare una riflessione collettiva sul ruolo sociale ed evolutivo dei grandi hub culturali.
La prima sessione sarà introdotta da Alessandra Drioli (Fondazione Idis Città della Scienza). Seguiranno interventi di prestigio che metteranno a confronto diverse anime del patrimonio culturale: Francesco Sirano del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesca Nicolais dell’Università Suor Orsola Benincasa e Fabrizio Pedroni della Fondazione Scuola Nazionale del Patrimonio.
La seconda sessione, introdotta da Luciano de Venezia (Mediateur), sposterà il focus sull’innovazione pratica con la presentazione delle attività formative del Dicolab HUB e dell’indagine “Musei e Digitale”. Spazio poi alle esperienze dirette con gli interventi di realtà dinamiche come Logogramma, Parts e il Pio Monte della Misericordia.
Un Ecosistema in Evoluzione
Questo appuntamento non è solo un convegno, ma un tassello di una visione più ampia. Ricalcando la nuova definizione di Museo di ICOM, che vede queste istituzioni come spazi aperti, accessibili e al servizio della società, Città della Scienza si fa garante di un processo di mappatura territoriale volto ad unire distanze geografiche e culturali.
Le testimonianze e le riflessioni che emergeranno dall’incontro non andranno disperse: ogni regione raccoglierà i contributi per comporre una pubblicazione digitale consultabile gratuitamente, un patrimonio di conoscenza condivisa a disposizione di studiosi e professionisti.
Con Futuro Remoto, che proseguirà con delle iniziative fino a febbraio 2026, Città della Scienza continua a scrivere la storia dell’educazione in Italia, dimostrando che investire nella cultura e nelle competenze dei giovani significa investire nella tenuta democratica e nel progresso sostenibile del nostro Paese.
www.cittadellascienza.it

This post was published on Nov 20, 2025 12:50

Redazione

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