Ferdinando II è il nuovo corso principale di Caserta

In totale controtendenza di alcuni somari della storia del Mezzogiorno, più interessati a stupire piuttosto che a recuperare il nostro comune passato, nella notte compresa tra il 13 e il 14 novembre, il Consiglio comunale di Caserta, in seguito alla mozione del Consigliere di minoranza Luigi Cobianchi, ha approvato la modifica della toponomastica dell’importante arteria cittadina del corso Trieste. Il nuovo nome del corso è quello originario, ovvero, corso Ferdinando II.

Corso Trieste ritorna corso Ferdinando II

Il documento di mozione è intitolato “Ripristino toponimo originario Ferdinando II per corso Trieste”. In seguito all’approvazione, nelle prossime settimane, seguiteranno le procedure necessarie all’applicazione dell’importante e simbolico provvedimento, giustificato da Cobianco con ottime argomentazioni storiche e letterarie.

A Caserta si riscrive la storia

Si legge nel documento di mozione chela motivazione del profondo vincolo che lega indissolubilmente Caserta alla dinastia borbonica che, di fatto, la creò e la rese grande e munifica, con una serie di opere e monumenti, tre dei quali inseriti dall’Unesco nell’elenco dei beni patrimonio dell’umanità che, ancora oggi, rappresentano un’impareggiabile fonte di reddito per l’intera città, in ragione dei flussi turistici che riescono ad attrarre“.
Il primo cittadino di Caserta, Pio del Gaudio, ha commentato nella notte sui social scrivendo: “si tratta di un omaggio ai Borbone da parte della città e del consiglio comunale che ha votato per avviare le procedure per cambiare il nome al Corso“. Il Movimento Neoborbonico ha commentato l’accaduto con un Comunicato stampa in cui si è messo in mostra l’eleganza, l’articolazione, l’efficacia della mozione. Quest’ultima è stata unasintesi di verità storica, ripercorre la storia della strada che collegò la Reggia con il campo di Falciano a partire dall’inaugurazione avvenuta il 30 maggio 1851, con riferimenti alla necessità di recuperare la vera identità dello sviluppo culturale, economico e industriale, ottenuto con Ferdinando II nel Regno delle Due Sicilie ed, in particolare, nella Terra di Lavoro in relazione alle conseguenze dell’unificazione italiana“.
In ultima istanza ciò che siamo è ciò che eravamo!

This post was published on Nov 15, 2014 8:00

Redazione Desk

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