Cronaca

Epatite A in Campania, aumentano i casi: sintomi, contagio e come proteggersi

180 contagi registrati: rafforzati i controlli sulla filiera dei molluschi

In Campania si registra un aumento significativo dei casi di epatite A. Secondo i dati aggiornati, sono 180 i contagi rilevati dall’inizio dell’anno, un numero che ha spinto la Regione a rafforzare le attività di controllo lungo la filiera dei molluschi bivalvi e le azioni di prevenzione.

L’incremento dei casi viene collegato anche al consumo di frutti di mare crudi, particolarmente diffuso durante il periodo delle festività natalizie. La Regione sottolinea la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini.

Le attività di monitoraggio coinvolgono i Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione generale per la Tutela della salute – settore Prevenzione collettiva e sanità pubblica e veterinaria.

Come si trasmette l’epatite A

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV. Il contagio avviene principalmente per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati oppure tramite contatto diretto con una persona infetta.

Il virus può essere trasmesso anche prima della comparsa dei sintomi, poiché è presente nelle feci già 7-10 giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione varia generalmente tra 15 e 50 giorni.

Tra gli alimenti a rischio rientrano soprattutto i molluschi bivalvi consumati crudi o poco cotti, come cozze, vongole e ostriche, che possono accumulare particelle virali filtrando acque contaminate. Anche acqua non sicura, frutta, verdura e frutti di bosco possono essere veicolo di trasmissione.

I sintomi più comuni

I segnali più frequenti dell’infezione includono:

  • febbre
  • stanchezza e malessere generale
  • nausea
  • dolori addominali
  • urine scure
  • ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)

Nei bambini l’infezione può manifestarsi anche senza sintomi evidenti.

Come prevenire il contagio

La prevenzione passa soprattutto da comportamenti corretti nella manipolazione e nel consumo degli alimenti.

È raccomandato evitare il consumo di molluschi crudi o poco cotti, assicurandosi che la cottura sia completa e uniforme. L’apertura delle valve non garantisce la sicurezza del prodotto.

È inoltre importante acquistare solo da rivenditori autorizzati, controllando etichettatura, provenienza e modalità di conservazione.

Per quanto riguarda i frutti di bosco:

  • quelli freschi devono essere lavati accuratamente sotto acqua corrente potabile
  • quelli congelati o surgelati devono essere consumati solo dopo cottura, portandoli a ebollizione a 100°C per almeno due minuti

Tra le buone pratiche quotidiane:

  • lavare le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi prima di cucinare o mangiare
  • separare alimenti crudi e cotti utilizzando utensili diversi
  • pulire accuratamente superfici e strumenti da cucina
  • lavare bene frutta e verdura da consumare crude
  • utilizzare solo acqua potabile sicura
  • evitare di preparare cibo per altre persone in presenza di sintomi gastrointestinali

Vaccinazione e cosa fare in caso di esposizione

La vaccinazione rappresenta la misura più efficace per prevenire l’epatite A, in particolare per i contatti di casi confermati e per le persone considerate a rischio.

In caso di esposizione recente è importante rivolgersi tempestivamente al medico o ai Servizi di Prevenzione della Asl, poiché la vaccinazione post-esposizione, ed eventualmente le immunoglobuline in situazioni specifiche, risultano più efficaci se somministrate rapidamente.

È consigliato consultare il medico in presenza di sintomi come nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure o ittero.

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma il decorso può risultare più complesso negli adulti più anziani o nelle persone con patologie epatiche preesistenti.

Informazione corretta, igiene accurata e attenzione nella scelta degli alimenti restano gli strumenti principali per ridurre la diffusione dell’infezione.

Change privacy settings
×