Dopo una mattinata di incontri e ultimi ritocchi, che aveva visto prima il premier incaricato Enrico Letta a colloquio con Bersani («il governo non si fa a tutti i costi» ha detto l’ex segretario Pd) e poi incontrare Berlusconi accompagnato da Gianni Letta e Alfano, il quale aveva escluso la sua partecipazione diretta dichiarando che non sarebbe diventato ministro, finalmente è arrivata la tanto attesa lista.
Vicepremierato e ministero dell’Interno per il segretario del Pdl Angelino Alfano. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è Filippo Patroni Griffi, ex ministro della pubblica Amministrazione e Semplificazione nel governo Monti. Mario Mauro di Scelta Civica, capogruppo al Senato, va alla Difesa. All’Economia confermate le indiscrezioni che volevano il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni. Agli esteri invece ci va Emma Bonino. Alla Giustizia c’è la conferma di Anna Maria Cancellieri. Conferma che arriva anche per Enzo Moavero Milanesi agli Affari Europei, uno dei dieci saggi. Graziano Del Rio del Pd, attuale sindaco di Reggio Emilia agli Affari Regionali. A Nunzia De Girolamo del Pdl va il dicastero delle Politiche agricole, mentre per il ministero dei Rapporti con il Parlamento viene chiamato Dario Franceschini, ex segretario del Pd. Gianpiero D’Alia dell’Udc alla Semplificazione; alle Pari Opportunità l’ex campionessa olimpionica Josefa Idem, ora parlamentare tra le fila del Pd. Maurizio Lupi del Pdl, di formazione CL, va invece alle Infrastrutture. Il ministero del Lavoro va invece ad Enrico Giovannini, economista e statistico, anch’egli chiamato da Napolitano a suo tempo fra i famosi saggi. All’Università e Ricerca va Maria Chiara Carrozza, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, eletta con il Pd. Flavio Zanonato (Pd), ex sindaco di Padova, ottiene il ministero dello Sviluppo Economico. Alla Salute va invece Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl. Ad Andrea Orlando del Pd il ministero dell’Ambiente. Un altro ‘ex saggio’ come Gaetano Quagliariello del Pdl agli Affari Costituzionali. A Cecile Kyenge del Pd, congolese e medico oculista, che ha fatto gavetta politica in Emilia Romagna, va il ministero per la cooperazione internazionale: è il primo ministro di colore della Repubblica. A Massimo Bray del Pd vanno i Beni Culturali. Infine alla coesione territoriale Carlo Trigilia, sociologo, alla Coesione Territoriale.
Un misto di politici di primo livello, volti nuovi e qualche tecnico del governo Monti. Confortante e simbolica la buona presenza femminile.
Domani è previsto il giuramento di rito.
Dopo due mesi di battaglie, non c’è che augurare buon lavoro e soprattutto buona fortuna, a tutti… e a tutte!
Giancarlo Manzi
This post was published on Apr 27, 2013 17:36
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