Foto di Vincenzo Viglione
Che cosa fa di un uomo un Uomo? La forza delle idee e il coraggio di incarnarle nella realtà quotidiana. No, non idee qualsiasi. Idee di pace, di giustizia, di rifiuto verso ogni forma di compromesso illecito, “sporco”. Idee, non proclami; idee, non parole altisonanti mai vissute; idee condivise nel quotidiano di una vita semplice e per questo più coraggiosa. Se questo è un Uomo, don Luigi Ciotti è un Uomo. Perché minacciarlo, allora, se non è altro che un uomo semplice, senza strumenti né ricchezze? Perché la sua forza è inespugnabile, perché ha il potere della coscienza e le armi della sua fede e delle sue idee. Perché possiede, questo sì, l’innocente potere dei senza potere e la coscienza del bene del prossimo che segna ogni ruga del suo volto e il timbro pacato ma incisivo della sua voce.
Un uomo così fa paura a chi, come le mafie, annienta nelle persone la coscienza per creare dipendenze e sudditanze. Un uomo così fa paura alle mafie, perché non offre il potere della ricchezza e del benessere, ma il potere e la ricchezza della libertà. Un uomo così fa paura, perché non chiede in cambio ossequi e inchini ma lealtà e fedeltà alla persona e al creato. Un uomo così fa paura, perché non ha nulla da perdere e la sua stessa vita è già un dono offerto come esempio e speranza per chi vuole credere che l’alternativa al dolore non sia la barbarie e la violenza ma l’onestà e il riscatto attraverso la giustizia.
Quando don Luigi sostiene l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia diventa pericoloso non perché sottrae ricchezze alla mafia, ma perché le sottrae manovalanza; quando decide di “interferire” con le mafie per restare fedele al Vangelo, mostra tutto il potere di un credo e di una forza che non conosce ostacoli. Nemmeno la morte, perché è morte tutto ciò che ostacola il bene e la giustizia non chi ne facilita la strada. Ecco, io non sono particolarmente credente, ma una cosa la so per certo: la lotta di don Luigi e di tutti quelli che lo sostengono è una lotta condivisibile perché pone al centro dell’esistenza il valore delle persone e il loro bisogno di non sentirsi sole, di essere curate, di avere qualcuno che si interessi dei loro problemi senza sfruttarli… forse questo è il Vangelo.
In questo momento, sostenere don Luigi Ciotti vuol dire dare voce e spazio non solo a quelli che con lui si impegnano direttamente nella lotta contro la criminalità mafiosa, ma a tutti quelli che nel loro piccolo vogliono restituire dignità alla persona umana, vogliono darle forza e speranza, vogliono costruire risorse legali per rispondere ai mali che tutti ci affliggono, vogliono eliminare la schiavitù delle mafie che nulla danno senza un ritorno. Raccogliersi attorno a lui significa non dimenticare le troppe vittime inutili, significa dare un segno di ribellione contro la guerra più difficile che ciascun uomo e ciascuna donna si trova a combattere, la paura.
Raccogliersi per difendere le idee vissute di tutti quelli che lottano contro le mafie, significa restituire dignità a ciascuno di noi, coraggio alle famiglie che vogliono liberarsi dal macigno violento che le opprime e le rende serve della malavita, restituire un’identità alle famiglie che piangono le loro vittime quasi di nascosto per paura di essere le prossime. Raccogliersi attorno a tutti i don Luigi Ciotti della nostra terra martoriata significa dare forza ai magistrati onesti perché nel loro lavoro possano sentire di non essere isolati e perseguitati, significa restituire a ciascuno di noi un ruolo sociale. Fuori dalla paura siamo tutti uguali e tutti abbiamo il diritto di vivere. Raccogliersi oggi attorno a don Luigi Ciotti significa raccogliersi attorno a un uomo, e a tutti gli uomini.
This post was published on Set 2, 2014 11:12
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