Il consigliere regionale Davide D’Errico chiede l’installazione di erogatori automatici di prodotti igienici femminili negli istituti campani, per spezzare la catena della povertà mestruale che ancora oggi condiziona la vita di troppe studentesse.
Niente più ragazze costrette a restare a casa da scuola perché non possono permettersi un assorbente. È questa l’idea che muove la mozione depositata in Consiglio regionale della Campania da Davide D’Errico, consigliere del gruppo “Roberto Fico Presidente”, che chiede alla Giunta di sperimentare l’installazione di distributori automatici gratuiti negli istituti secondari di primo e secondo grado della regione. Dietro la proposta c’è un’immagine semplice ma capace di raccontare un disagio diffuso: una studentessa che, tra i banchi, si trova ad affrontare il ciclo senza un euro in tasca per comprarsi un assorbente. Una scena che, in tante famiglie campane strette dalla crisi economica, non appartiene affatto alla finzione.
Il testo della mozione chiede alla Giunta regionale di avviare una fase pilota negli istituti scolastici, dotando i bagni di macchinette pensate per fornire assorbenti e tamponi senza alcun costo. L’idea di fondo è semplice: lasciare che le ragazze possano procurarsi da sole, in totale riservatezza, ciò di cui hanno bisogno, senza dover chiedere aiuto a un’amica, a una professoressa o al personale della scuola, evitando così l’imbarazzo che spesso accompagna questi momenti.
Il cuore della questione ha un nome preciso, quello di povertà mestruale, ovvero l’impossibilità, per ragioni di reddito, di procurarsi con regolarità i prodotti necessari a gestire il ciclo. Un disagio che negli ultimi tempi si è ulteriormente aggravato per via del rincaro costante di assorbenti e tamponi, beni che restano tassati con un’aliquota IVA tutt’altro che simbolica, nonostante si tratti di articoli di prima necessità per metà della popolazione. Il risultato è che molte famiglie finiscono per considerarli una spesa rinviabile, qualcosa da tagliare quando il bilancio domestico si fa stretto.
I numeri citati all’interno della mozione parlano di un fenomeno che, su scala globale, riguarda centinaia di milioni di persone, con ripercussioni che vanno ben oltre la sfera fisica: si parla di assenze scolastiche, di isolamento sociale, di un impatto diretto sulla qualità della vita delle più giovani. Capita spesso, infatti, che la mancanza di un assorbente si trasformi in un giorno di scuola perso, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell’apprendimento e delle relazioni con i coetanei.
Qualora venisse approvata, la mozione segnerebbe l’avvio di una stagione diversa, più attenta alle esigenze concrete delle studentesse e al diritto allo studio, rimuovendo un ostacolo che per molti nuclei familiari in difficoltà economica si traduce in un peso quotidiano tutt’altro che trascurabile. I distributori automatici negli istituti di primo e secondo grado diventerebbero un piccolo ma decisivo presidio di normalità, capace di restituire serenità a un bisogno che ancora oggi viene vissuto, troppo spesso, con un misto di vergogna e imbarazzo.
Ora la palla passa agli organi regionali competenti, chiamati a valutare tempi e modalità di un’eventuale sperimentazione. Resta comunque un dato: il tema della povertà mestruale, fino a poco tempo fa quasi assente dal dibattito pubblico, sta lentamente conquistando spazio anche nelle istituzioni campane. Un segnale che, al di là della lentezza tipica della burocrazia, sembra muoversi nella direzione giusta.













