Arturo Equabile, il latitante ricercato dalle forze dell’ordine e arrestato lo scorso 18 settembre a Casoria, non era in compagnia di Davide Bifolco la sera in cui è stato ucciso. Ad affermarlo è una perizia disposta dalla Procura di Napoli e effettuata sullo scooter su cui viaggiava il 17 del Rione Traiano ucciso da un carabiniere nella notte tra il 4 e il 5 settembre.
La Procura di Napoli ha accolto la richiesta di perizia avanzata dal legale della famiglia Bifolco, l’avvocato Fabio Anselmo. Sullo scooter non sono state trovate né tracce di dna né impronte digitali appartenenti a Equabile, per cui è quasi certo che quella sera il 23enne latitante non fosse in compagnia di Davide. La difesa mette così a segno un altro importante punto a suo favore, per dimostrare l’innocenza di Davide e la colpevolezza del carabiniere che gli ha sparato: i due militari infatti avrebbero dichiarato di essere partiti all’inseguimento dello scooter su cui viaggiava Davide Bifolco dopo aver riconosciuto, tra i tre ragazzi in sella, proprio il latitante a cui davano la caccia. Ma a quanto pare Equabile su quello scooter non c’è mai stato. L’ipotesi della caccia all’uomo che, stando alle dichiarazioni dei carabinieri, faceva da sfondo alle tragiche circostanze in cui Davide ha trovato la morte, non regge. Bisognerà capire adesso se i carabinieri erano in buona fede o se alla base dell’inseguimento di quella notte ci furono altri, ignoti motivi.
This post was published on Set 21, 2014 12:49
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