Attualità

Daniela De Vita conquista Un Posto al Sole. Intervista all’attrice

Da anni Un Posto al Sole è un appuntamento fisso dopo cena: da novembre nel cast anche Daniela De Vita, napoletana di Pianura e del Rione Traiano, nei panni di Stella Esposito.

Un Posto al Sole va in onda alla stessa ora da così tanti anni che ormai è quasi un parente acquisito: la sigla che riparte subito dopo cena, i volti che tornano puntuali sera dopo sera, le storie di Palazzo Palladini che finiscono per intrecciarsi con le nostre, senza che quasi ce ne accorgiamo. Ed è proprio dentro questo mondo familiare che da novembre si è fatta largo una nuova arrivata: Daniela De Vita, napoletana, trentasette anni, nel ruolo di Stella Esposito.

Originaria del Rione Traiano e cresciuta anche a Pianura, De Vita non ha mai fatto mistero del legame con questi quartieri, nemmeno quando la cronaca li racconta soprattutto attraverso il filtro del disagio sociale. Sono il punto di partenza di un’identità costruita con grinta e voglia di riscatto, un’origine che rivendica apertamente invece di provare a smussarla: una storia utile, se non altro, a raccontare quei luoghi anche in un modo diverso dal solito.

Non è stato un percorso breve, né scontato. Il mestiere se l’è costruito passo dopo passo, senza scorciatoie. Si è formata al Teatro Azione, sotto la guida di Cristiano Censi e Isabella Del Bianco, e da lì è arrivato il trasferimento a Roma, dove ha proseguito gli studi da attrice. Al cinema è arrivata con una parte in Lo chiamavano Jeeg Robot, in televisione con due produzioni Rai, Il Commissario Ricciardi e Resta con me: ruoli utili a farsi conoscere nell’ambiente. Anni di provini, di parti piccole, di sacrifici rimasti fuori dai riflettori, prima che con Un Posto al Sole arrivasse la popolarità vera.

Il personaggio che interpreta ora non è dei più semplici da digerire per il pubblico: Stella è legata al passato criminale di Eduardo Sabbiese, e il suo ingresso a Palazzo Palladini ha già cominciato a scuotere gli equilibri sentimentali della soap, complice la crisi coniugale tra Eduardo e Clara Curcio. Non a caso ha diviso gli spettatori: c’è chi ne ha criticato apertamente le scelte, chi invece ne ha apprezzato la scrittura e l’interpretazione.

De Vita ha raccontato più volte di ritrovarsi in alcuni tratti fisici e caratteriali della sua Stella, pur allontanandosene su altri punti: l’atteggiamento più spavaldo del personaggio, ad esempio, e soprattutto quella solitudine familiare che, assicura, nella propria vita non ha mai vissuto davvero. Sono le assenze di Stella, dice, non le sue.

Nel frattempo l’attrice guarda già oltre Palazzo Palladini. Ha già girato un film che uscirà nei prossimi mesi, e ha dichiarato apertamente un obiettivo preciso per il proprio futuro: allontanarsi, prima o poi, dagli stereotipi che spesso accompagnano le attrici napoletane sullo schermo, per misurarsi con ruoli più oscuri e complessi.

L’attrice si è raccontata anche a RoadTv Italia, parlando del suo percorso e del personaggio che oggi interpreta:

Quando ti hanno proposto il ruolo di Stella, cosa ti ha convinta subito e cosa invece ti ha spaventata di più?

Ciao a tutti innanzitutto e grazie per questa intervista. Stella è arrivata nella mia vita come un fulmine a ciel sereno, non me lo aspettavo che dopo un provino fatto quattro anni prima la produzione e il responsabile casting si ricordassero di me fino a scegliere il mio volto per questo personaggio che amo tantissimo. Di Stella mi ha convinto tutto, il fatto che sia io ad interpretarla soprattutto perché con il mio essere cerco di restituire quel tocco di verità e profonda napoletanità che il personaggio necessita. Di Stella mi piace il suo carattere, la sua vita,il suo contesto sociale, il suo dolore e la sua forza d’animo e caparbietà. Insomma mi diverte tantissimo interpretarla. Non mi ha spaventata nulla perché ero carica di entusiasmo e non vedevo l’ora di immergermi in questa fantastica avventura magica perché lavorare sul set di “Un posto al sole” vi assicuro che è un vero spasso.

C’è una scena di Stella che, girandola, ti ha messo davvero in difficoltà come attrice o come persona?

Assolutamente no. Amo tantissimo il mio lavoro e le sue sfaccettature e soprattutto è finzione anche se nella finzione io cerco di metterci tanta verità calandomi il più possibile nella parte. Questa difficoltà però mi è successa a teatro. Dovevamo fare un improvvisazione su un uomo che ingravida una donna e poi la deride e l’abbandona. Questa cosa mi creò un blocco e un dolore che non riuscivo a sopportare. Il teatro come il cinema ti permette di vivere altre vite e questo a volte può toccarti profondamente se alcune corde toccano dei grovigli della propria anima. Mentre le scene con Eduardo e soprattutto quelle con Grillo come con gli altri mi hanno super divertita.

Hai parlato del desiderio di uscire dagli stereotipi sull’attrice napoletana “bella e verace”: che tipo di ruolo ti piacerebbe interpretare per rompere quello schema?

Innanzitutto io amo così tanto poter interpretare la classica donna verace e napoletana, che cerco di ispirarmi molto alle attrici di un tempo come Monica Vitti, Anna Magnani, Sofia Loren. Rappresentare uno spaccato della mia città è un onore per me e cerco di farlo con tutta me stessa dando anima e corpo, ma senza alcun ombra di dubbio mi piacerebbe moltissimo recitare in un film d’azione, magari anche interpretare un personaggio brillante o addirittura molto signorile e aristocratico, penso che dovrebbe essere divertentissimo. Oltre al fatto che a me piacerebbe soprattutto interpretare il ruolo di una malata mentale. Questo è il mio più grande sogno.

Tra teatro, cinema e soap, dove ti vedi tra qualche anno, e c’è un progetto a cui stai lavorando che ancora non puoi svelare?

Mi vedo molto al cinema, anche a teatro, ma il cinema scorre nelle mie vene. Sto lavorando a un mio progetto personale, ma passerà molto tempo prima che ve ne parli.

Ti sei mai ritrovata a girare una scena e a pensare “questo non l’avrei mai fatto nella vita reale”? Come hai gestito la distanza tra te e Stella in quel momento?

Sicuramente non farei mai una rapina né tanto meno far parte di una banda di criminali perlopiù familiare. Quando penso a “Stella” non penso alla distanza tra me e lei perché io in quel momento sono Stella e non più Daniela. Veramente sono una criminale, veramente sono innamorata di Eduardo e veramente non ho paura di niente. Pensa che divento Stella già quando entro nella sala trucco e parrucco.

Senza fare spoiler, cosa puoi anticipare ai telespettatori sul percorso di Stella e perché dovrebbero seguire con attenzione le prossime puntate?

Assolutamente non posso fare spoiler ma il personaggio mi piace così tanto che sono sicura che piacerà come già sta succedendo rispetto all’inizio anche al pubblico. Ci saranno dei momenti che cambieranno tante cose. Stella ha dignità anche se ha poco amore per se stessa. E’ la contraddizione in persona. E i colpi di scena continueranno ad esserci.

Lavorare ogni giorno sul set di una soap significa girare scene a ritmi serratissimi: cosa ti porti via da questa esperienza che pensi ti servirà anche fuori da Palazzo Palladini?

Mi porto la vivacità e il divertimento del set di fare tutto con impegno e con il sorriso. La velocità ti permette di stare molto attenta, concentrata e preparata su tutto e su ogni evenienza. Ma soprattutto poter interagire con diversi registi a distanza di giorni ti permette di adeguarti a qualsiasi direttiva e devo dire che tutti i registi non solo sono bravi ma sopratutto sono molto attenti umanamente. E di questo ne sono estremamente grata. L’aspetto umano delle persone con le quali lavoro significa molto per me.

Un Posto al Sole compie trent’anni: cosa significa per te far parte di un pezzo di storia della televisione italiana proprio in questo anniversario?

Significa tanto e motivo di orgoglio, mi rende fiera, soprattutto perchè la rai sta a un passo da casa mia e da piccola andai con l’autobus da sola lasciando le mie foto su un cd e mai avrei pensato che a distanza di anni il destino mi avrebbe riportato proprio in quell’edificio che vedevo con gli occhi di una sognatrice adolescente. E’ bello entrare nelle case di milioni di spettatori perché i fans quando mi incontrano per strada mi abbracciano come se veramente mi conoscessero e mi sento voluta bene soprattutto dalle signore anziane e dalle bambine e questo è bellissimo per me.

Un Posto al Sole resta un buon trampolino per i volti nuovi capaci di farsi notare, e De Vita ne è l’ultimo esempio in ordine di tempo, con una Napoli raccontata senza troppi filtri. Fuori dal set, però, resta la stessa ragazza di Pianura e del Rione Traiano che anni fa muoveva i primi passi in teatro: la grinta, dice, non è cambiata. Ora tocca a Stella tenere banco, puntata dopo puntata, mentre lei porta avanti in silenzio i progetti che verranno dopo. Ad maiora, Daniela!

This post was published on Set 17, 2026 9:00

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

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