Cultura

«I don’t care, I am invisible»: nel Museo della Moda di Napoli i vestiti di Claudia Piscitelli acquistano un corpo

Quattro nuove opere ampliano la mostra in Fondazione Mondragone, prorogata fino al 10 ottobre 

I vestiti adesso hanno un corpo. Dall’abito alla nudità, un viaggio nella psiche femminile tra identità, seduzione e liberazione. Quattro nuove opere sono state inserite nella mostra di Claudia Piscitelli “I don’t care, I am invisible” nel museo della moda di Napoli, prorogata fino al 10 ottobre: La mistica/ The mystic- Vestita-Non vestita/Dressed-Undressed- Nuda/Naked- La Regina/ The Queen. Nella Fondazione Mondragone, la presentazione dei dipinti, del video e del libro, che tracciano il cammino nell’esposizione. Uno dei lavori entrerà a far parte della collezione permanente del museo. All’incontro con l’artista hanno partecipato: Barbara Crespigni curatrice della mostra, Giuseppe Merlino, francesista, Mario Rusciano, professore emerito dell’Università di Napoli Federico II, Maria d’Elia, presidente del Museo della Moda di Napoli- Fondazione Mondragone. «È un progetto che vive – ha spiegato Piscitelli – i vestiti vuoti adesso hanno un corpo in carne e ossa e al centro del cerchio formato dalle mie opere c’è la donna nuda, dove il femminile ritrova la sua essenza». I nuovi dipinti suggeriscono che il cerchio magico proposto nell’esposizione, metaforico e reale in cui si mostrano vari archetipi della psicologia femminile e anche della stessa personalità dell’artista, non è mai chiuso, ma si apre a nuove figure, nuove possibilità di cristallizzazione della psiche. Dalla ricerca spirituale di “La mistica” alla esteriorizzazione della potenza in “La Regina”, per arrivare poi a un primo accenno di un possibile gioco con la nudità in “Vestita-Non vestita”, e infine nella maestosità di un corpo riscoperto nella sua nudità, nella sua forma originaria, che prescinde dalle varie vestizioni. «In questo secondo capitolo della mostra  – ha spiegato Crespigni – i vestiti dell’artista che ci erano presentati come privi di corpo, vedono primeggiare e porsi come primo o ultimo elemento da valutare, un corpo nudo, il corpo della donna, nell’opera Nuda/ Naked. Questo corpo racchiude ogni bellezza, è lo scrigno da cui partire e a cui ritornare, sublimando il rapporto con l’elemento maschile, in un movimento di intima liberazione e presa di coscienza». Si tratta di una ricognizione della mostra, dove le immagini e le opere sono accompagnate dai pensieri luminosi di Claudia Piscitelli. Frasi lanciate verso il lettore che gli consentono di afferrare significati e andare oltre, delle nuove chiavi di lettura, che danno conto della polisemia semantica della mostra. «Ospitare la mostra di Claudia Piscitelli e consentirne l’ulteriore arricchimento con le nuove opere- ha dichiarato d’Elia – ribadisce il nostro intendimento: guardare l’abito ci porta a vedere molto più di un manufatto tessile. Vuol dire munirsi di un efficace strumento di indagine profonda. Le opere di Claudia conferiscono una trasformazione al tessuto che si fa linguaggio e, in aderenza alla missione del nostro museo, diviene elemento trasversale, adatto a investigare sulle proprie emozioni, sulla loro complessità e sul loro trasferimento nelle relazioni sociali: dalle più semplici alle più articolate». Gli abiti rappresentano possibilità, risposte comportamentali alla seduzione che l’uomo esercita sulla donna, quell’ipnotista che stava (e sta) volutamente al centro del cerchio. È rispetto a questo principio maschile che la donna prova quel sentimento totalizzantema anche innalzante che è l’amore. La donna si libra e vive se stessa nel suo aspetto più radicale, pronta a mostrarsi e a rapportarsi con se stessa, per ciò che è. L’esposizione attraverso i suoi due capitoli, quello di maggio e quello di settembre sta a suggellare quanto di performativo ci sia nell’approccio di Claudia Piscitelli. La tematica, di inesauribile ricchezza, quale quella della psiche femminile, della personalità dell’artista, viene declinata in una narrazione da leggere momento dopo momento.

This post was published on Set 16, 2026 14:52

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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