Cronaca

Coronavirus, Coppeto: “Ci dicono di restare a casa, ma quale casa?”

Il consigliere comunale di Napoli, Mario Coppeto è ricoverato presso l’ospedale Cotugno, da dove, attraverso il suo profilo Facebook, ha voluto effettuare una disamina sul momento e sulle richieste di restare a casa da parte del governo. Forte anche della sua esperienza e del suo operato di ex presidente della V Municipalità Vomero Arenella, ha voluto lanciare un appello al sindaco di Napoli Luigi de Magistris e al governatore campano Vincenzo De Luca.

Riflessione su “Restate a Casa”.

Restate a casa! Non uscite è pericoloso.
Lo dicono i Dpcm, le ordinanze, gli atti. Lo dicno in tv, nei media e sui social. Non c’è post, spot pubblicitario od altro strumento, che non indichi il messaggio; fermo, forte, chiaro, assillante. Restate a casaaaaaaà!
Ma qual’è la casa?
È casa un un’appartamento con tre stanze ed accessori, di 85 mq dove vivono in maniera dignitosa una famiglia di quatto persone. È casa la condizione abitativa dove puoi mantenere una adeguata distanza tra le persone garantendo il profilo igienico sanitario e di dignità umana. Queste case in città le trovi un po dappertutto, all’Arenella, al Vomero, Chiaia, Fuorigrotta, Secondigliano e al Centro. Queste case sono diffuse anche in tutta la periferia est, ovest e nord, dove copiosamente sono state realizzate con la Legge 167 e successivamente con la legge 219/81 (postTerremoto), le case Popolari. Le benedette case Popolari. In queste case, seppur tra mille difficoltà, si può applicare il concetto: “Restate a casa”, perché sono Casa! Poi ci sono le grandi case, ma quelle non fanno testo perché non rientrano in alcuna preoccupazione di nessun genere.
Quello che mi preoccupano sono le case che impropriamente chiamiano case, ma che casa non sono; seppur spesso dignitosi luoghi dove vivono, in condizioni normali, le Persone.
I Bassi, ‘e Vasc’, ambienti di 16mq di 20mq talvolta un po’ di più, ma anche meno.
Queste NonCase sono il punto nero della questione. In questi luoghi, diffusi in tutto il centro storico, ma non solo, si annida il potenziale rischio di un’ulteriore esplosione del contagio. Che fare? Anziché ripetere ossessivamente Restate a Casa, forse è utile pensare a come sistemare alcune famiglie, che con tutta la buona volontà, non riescono proprio a Restare a Casa. Perché non si può restare in un “buco” ore, giorni, settimane, senza inevitabilmente trasgredire ed inosservare le regole.
Quindi, se si vuole dare una mano seria al contenimento del contagio da Covid19, si affronti con urgenza questo tema.
Lo abbiamo fatto col terremoto, lo si faccia ora! Si mettano a disposizione
Caserme, Alberghi, luoghi liberi, dove ospitare, provvisoriamente, chi non può vivere nella condizione di estremo rischio. Agire Ora! Domani potrebbe essere tardi. Il nostro sistema ospedaliero non riuscirà a reggere. Bisogna prevenire, scongiurando la diffusione ed il contagio, altrimenti piangeremo per i troppi morti.
Credo che Sindaco di Napoli e Presidente della Regione Campania debbano portare all’attenzione del Governo quest’elemento di seria preoccupazione sociale, che non ha eguale in altre città, per evitare il fallimento delle misure di contenimento del contagio. Ai miei colleghi del Consiglio Comunale e delle Municipalità, ai colleghi e Compagni di Partito, suggerisco di affrontare analiticamente la questione abitativa nei territori segnalando le situazioni più a rischio e per consentire alle famiglie di avere una condizione alloggiativa alternativa e protetta e pertato di poter obbedire alla Legge di “RestareaCasa”.

This post was published on Mar 22, 2020 14:38

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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