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Coppa America, scatta l’indagine della Procura sugli appalti. Nel mirino Claudio De Magistris, fratello del sindaco

di Giuliana Gugliotti

Continua la bufera sui Grandi Eventi. Dopo le polemiche sul concerto di Bruce Springsteen adesso arriva un’inchiesta della Procura di Napoli sulla Acn, America’s Cup Napoli, società creata nel 2011 per la gestione della prima America’s Cup partenopea.

Nel mirino la gestione delle gare e degli appalti per il villaggio: il sospetto è che le gare d’appalto siano state condotte in maniera poco chiara, e che ci sia stata una turbativa d’asta. Così questa mattina la Guardia di Finanza è andata a mettere mano negli uffici di consulenti, funzionari comunali e imprenditori che hanno lavorato all’evento.

In tutto sono cinque gli indagati: Paolo Graziano, illo tempore primo presidente dell’Acn; il suo consulente avvocato Pippo Nardone; il capo di Gabinetto Attilio Auricchio, carabiniere ex braccio destro del De Magistris pm; Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di Commercio; Mario Hubler, secondo presidente della Acn e protagonista della rivoluzione della società, che, nata per organizzare la competizione di vela, accresce il suo potere e viene autorizzata, in qualità di azienda, a gestire qualunque tipo di eventi.

In particolare però sotto i riflettori ci è finito Claudio De Magistris, fratello del sindaco con delega agli eventi, che, a detta di Luigi, “da due anni lavora con grande dedizione, in modo totalmente gratuito, per l’amministrazione e per la città”, sacrificando “gli interessi privati per quelli pubblici”.

E pensare che era stato proprio lui, Claudio De Magistris, a portare Springsteen a Napoli.

Se non c’era un lavoro enorme per far venire Springsteen a Napoli, ma soprattutto se non creavamo condizioni particolarmente vantaggiose per gli organizzatori il concerto non si teneva” puntualizzava appena ieri il fratello del sindaco sul Corriere del Mezzogiorno in relazione alla polemica sullo scarso guadagno ottenuto dal Comune di Napoli rispetto a quello di Milano per il concerto di The Boss.

Un’abilità indiscussa, la sua, che da buon comunicatore, operatore culturale ed ex direttore artistico sa bene come gestire grandi eventi del calibro di un maxi-concerto o di una competizione internazionale di vela. L’unico suo difetto, che già altre volte l’ha fatto finire sotto i riflettori (dei giornali però, non della Procura) e ha spinto i più a dubitare delle sue effettive capacità, tanto da portare Claudio a puntualizzare “Non sono un ‘trota’”, sembra essere proprio il fatto di avere Luigi per fratello. Perché a molti non va giù che il sindaco si sia scelto familiari e persone di sua fiducia come suoi collaboratori.

Amareggiato il  commento di Luigi De Magistris, salvo per questo giro.

“Sono assolutamente sereno, come sempre. Sono, altresì, convinto che i miei collaboratori abbiano agito con correttezza, a partire da mio fratello Claudio, come dimostreranno le indagini della magistratura in cui ho fiducia. Non posso però nascondere il profondo senso di amarezza personale che sento in questo momento, soprattutto perchè sto svolgendo questo impegno di amministratore con determinazione, rischi, abnegazione, coraggio e passione, senza risparmiarmi un attimo, nel solo ed esclusivo interesse della città che amo.

Una amarezza che diventa più forte tenendo conto che mio fratello, da due anni, lavora con grande dedizione, in modo totalmente gratuito, per l’amministrazione e per la città. E di questo avverto da tempo un senso di colpa per il fatto che abbia deciso, senza remunerazione alcuna, di impegnare la sua vita per la città e per aiutarci a farla tornare ad essere protagonista sul piano internazionale, come sta avvenendo, attese le sue indubbie competenze artistico-manageriali. Un uomo perbene.

Sulla correttezza di Claudio e Attilio non ho dubbi: da un lato il miglior carabiniere che abbia conosciuto nella mia vita, ancora inseguito per aver lavorato al mio fianco quando espletavo le funzioni di pm in Calabria contro le varie e multiformi criminalità organizzate, e dall’altro lato mio fratello, il quale ha rinunciato ad interessi personali per quelli pubblici. Niente cambia sul piano dell’impegno: anzi, procederò a lavorare con ulteriore determinazione, considerato l’aumento degli ostacoli alla nostra rivoluzione, e non consentirò a nessuno di infangare, anche solo di riflesso, non essendo coinvolto nell’indagine, la mia onestà e la mia correttezza.

Sulla mia persona devono passarci solo da morto. Se qualcuno pensa di fiaccarmi o di farmi mollare, ha sbagliato indirizzo o non mi conosce a sufficienza: mi hanno strappato la toga ma non l’essere magistrato vero sino al midollo, non mi hanno soffocato il cuore e le idee. Mi hanno solo reso sempre piu’ forte dentro l’anima. In questa città’ c’è chi non tollera che abbiamo messo alla porta affaristi, camorristi e lobbisti e si cerca il nostro tallone di Achille. Lo troveranno prima o poi: e’ la nostra follia di non avere interessi personali. Siamo una casa di vetro, accomodatevi, non abbiamo scheletri, siamo umani con i nostri errori e i nostri difetti, noi andiamo avanti, in direzione ostinata e contraria, senza sosta e senza temere nulla”.

This post was published on Giu 6, 2013 15:30

Giuliana Gugliotti

Nasco in Ottobre, prima del tempo. Mi resta addosso l'ansia di fare, negli anni imparo che la fretta è cattiva consigliera. Odio le approssimazioni, amo Napoli, l'odore dei libri e le cose ben fatte.

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