Un docente di religione definisce l’omosessualità una “colpa” di cui non macchiarsi
Indicare con un voto che va da uno a dieci le “colpe” di cui ci si può macchiare nel corso della propria vita. Questo il compito assegnato da un insegnante di Religione di Perugia ai suoi studenti.
Molti liceali a cui è stato sottoposto il test, si sono rifiutati di consegnarlo ed hanno deciso di denunciare il fatto all’associazione Omphalos che fa capo ad Arcigay ed a Arcilesbica.
Tra le “colpe” indicate dal docente c’erano: “abusare dei bambini”, “infanticidio”, “fare la guerra”, “suicidio”, “omosessualità”, “rapporti prematrimoniali” ed “adulterio (continuato)”.
E’ sbalorditivo – fa sapere Emidio Albertini, Co-Presidente di Omphalos – che in una scuola pubblica si propinino simili esercitazioni, con evidente impatto nella sfera psico-emotiva degli alunni; mentre le cronache ci raccontano tanti casi di giovani ragazzi omosessuali che arrivano al suicidio perché si sentono soli, emarginati e derisi dai propri compagni, la scuola si mostra spesso carente nel fornire garanzia di inclusione a qualunque individuo nel gruppo classe, mancando inevitabilmente l’obiettivo fondamentale di disperdere atti di bullismo e discriminazione. Di certo, la richiesta di esprimere un voto alla “colpa” di essere omosessuali, all’utilizzo del preservativo o ai rapporti prematrimoniali contribuisce ad allontanare i ragazzi da una scoperta di sé e dell’altro civile e responsabile”. “Un vero e proprio minestrone di contenuti alienati dai vari contesti e impilati in una folle rincorsa a “chi la fa più grossa”, senza alcun ordine logico e cognitivo: l’omosessualità se la batte con reati contro l’ambiente (inquinamento), la società (rubare) e l’umanità (infliggere la pena di morte). Che obiettivi specifici didattici si è prefisso questo docente? E quali sono gli indicatori del raggiungimento degli stessi?”.
“Abbiamo già presentato una denuncia all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Ministero per le Pari Opportunità – continua Patrizia Stefani, Co-Presidente dell’Omphalos – e chiediamo con forza anche l’intervento della Regione con una netta presa di posizione dell’Assessore Carla Casciari. Pratiche medioevali e discriminatorie come questa non dovrebbero trovare spazio nelle nostre scuole pubbliche”.
Immediato il commento di uno studente: “Solo una ingenuità da parte dell’insegnante, perché il nostro insegnante non ci ha dato spiegazioni e non ha definito il concetto di colpa”. Intanto le polemiche si scatenano anche sui social network come Facebook e Twitter.
GUARDA IL TEST
This post was published on Set 22, 2013 18:00
Il professore, originario di Torre del Greco, si è spento a 80 anni dopo una…
Martedì 23 giugno la dodicesima giornata della rassegna diretta da Ruggero Cappuccio intreccia musica, memoria…
Nuovo saggio di Giannini Editore, con l'autore dialogano, Giulia Giannini, il deputato Borrelli, la docente…
PSA Napoli EST è lieta di comunicare di aver siglato un accordo con Simone Sinagra, playmaker classe…
Lunedì 22 giugno l’undicesima giornata della rassegna diretta da Ruggero Cappuccio propone “Dilemmi”, “Alfons(in)a”, la…
Tra le missive ricevute, 46 sono dedicate alla squadra calcistica della città Prosegue con grande…