Buone notizie arrivano dall’ospedale Gemelli di Roma dove da giorni è ricoverato il tifoso del Napoli Ciro Esposito, ferito gravemente all’esterno dello stadio Olimpico prima dell’inizio della finale di Tim Cup tra Fiorentina e Napoli. Il ragazzo di Scampia, lavoratore in un autolavaggio di famiglia, ha iniziato a respirare da solo ed a mano a mano sta prendendo coscienza di tutto cio’ che è accaduto. “Mamma non ho fatto niente, non ho fatto niente…” ha dichiarato subito appena sveglio.
“Ci ha guardati, si è messo a piangere, è stato un momento molto intenso. Ci ha ribadito che lui non ha fatto nulla. Di sicuro è sotto choc per quello che è accaduto, mi sembra sconvolto” ha evidenziato il padre, emozionato e commosso dopo giorni di profonda sofferenza. “Ringrazio il Signore che sinora ci ha benedetto e ci sta aiutando, a me interessa solo che lui stia sempre meglio, non vedo l’ora di tornare a Napoli con lui”. Un piccolo (ma grande) sorriso anche per la madre, Antonella Leardi: “Si è svegliato, mi ha guardato e si è messo a piangere. Poi mi ha detto – ha proseguito la signora Leardi – «Mamma non ho fatto niente, non ho fatto niente…»“.
A confermare le condizioni di miglioramento del giovane Ciro sono anche i medici: il professor Massimo Antonelli, direttore della Rianimazione al Gemelli, ha dichiarato: “Ora respira spontaneamente, senza nessuna assistenza ventilatoria meccanica. Nonostante un certo miglioramento la prognosi resta riservata”.
Gli zii di Ciro vogliono chiarezza sull’accaduto. A loro, il nipote ha raccontato di non avere colpe e di essere scappato appena vista la confusione. “Mio nipote sostiene di essersi allontanato di corsa” ha evidenziato zio Vincenzo. “E’ stata una delle prime cose che ha detto: «Zio sono scappato. Poi non ricordo più niente»”. Dello stesso parere anche zio Eduardo che, dopo aver parlato con il nipote, ha dichiarato: “Ciro mi ha detto di non aver fatto niente e di essere scappato”. Per la paura di essere processato, gli ha poi sussurrato: “Zio, aiutami, mi vogliono portare via. Perché mi vogliono arrestare».
This post was published on Mag 14, 2014 10:27
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