Cronaca

Chiusura Giudice di Pace di Marano, l’Avvocatura di Napoli Nord si mobilita: “Sarebbe un colpo durissimo al diritto di giustizia”

Proclamato lo stato di agitazione. Il COA chiede l’intervento del Ministero: “Serve più Stato, non meno”

Cresce la preoccupazione nel comprensorio di Napoli Nord per la possibile soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Marano di Napoli.
Durante l’ultima riunione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, presieduto dall’avvocato Gianluca Lauro, è stata espressa formale opposizione alla proposta di chiusura avanzata dal presidente facente funzioni del Tribunale di Napoli Nord, dottor Francesco Todisco, con nota del 20 ottobre 2025 – proposta condivisa anche dalla presidente della Corte d’Appello di Napoli.

Il Consiglio, riunitosi il 30 ottobre, ha approvato all’unanimità una delibera di opposizione chiedendo l’immediato intervento del Ministero della Giustizia e proclamando lo stato di agitazione dell’Avvocatura.

“La chiusura rappresenterebbe un colpo durissimo al diritto dei cittadini di accedere alla giustizia – si legge nella delibera – e un arretramento nella presenza dello Stato in un’area dove la legalità va sostenuta, non indebolita”.

Un presidio di giustizia per 350mila cittadini

L’Ufficio del Giudice di Pace di Marano rappresenta un presidio di giustizia di prossimità fondamentale per un territorio che serve oltre 350.000 abitanti, comprendendo i Comuni di Marano, Melito, Mugnano, Villaricca, Qualiano, Calvizzano e Giugliano in Campania.
Gestisce oltre 80.000 procedimenti civili pendenti e figura tra i più attivi della Campania per volume di lavoro e impatto sociale.

Secondo il COA, la soppressione avrebbe conseguenze pesantissime:

  • aggraverebbe la già critica situazione del Tribunale di Aversa, già in difficoltà per carenza di personale e magistrati onorari;

  • allungherebbe ulteriormente i tempi della giustizia, ostacolando il diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione;

  • comporterebbe ripercussioni economiche e professionali per tutto il tessuto forense e civile dell’area nord di Napoli.

“Non si può punire un territorio per errori amministrativi”

L’Ordine degli Avvocati respinge con fermezza l’ipotesi che irregolarità amministrative dei Comuni consorziati possano giustificare la chiusura dell’Ufficio.

“Non si può colpire un presidio di legalità per colpe che non appartengono né ai cittadini né all’Avvocatura” – si legge nel documento approvato dal Consiglio – “in un’area segnata da fenomeni di criminalità e disagio sociale, è necessario rafforzare la presenza dello Stato, non arretrare”.

Il Ministero aveva già espresso sostegno

L’Avvocatura ricorda che il Ministero della Giustizia, con una nota datata 17 febbraio 2025, aveva già espresso posizione favorevole al mantenimento dell’Ufficio di Marano, riconoscendone l’importanza strategica per il territorio.
Inoltre, i Comuni consorziati hanno recentemente rinnovato la convenzione per la gestione associata, assegnando nuovi spazi per l’archivio e personale amministrativo aggiuntivo, segno della volontà di sostenere il presidio giudiziario.

Lo stato di agitazione e le prossime mosse

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord ha dunque dichiarato lo stato di agitazione, annunciando che – se la proposta di soppressione non verrà ritirata – verranno messe in campo ulteriori iniziative istituzionali e pubbliche per difendere il diritto alla giustizia di prossimità.

“Siamo pronti a ogni azione utile per difendere il diritto dei cittadini di accedere a una giustizia efficiente e vicina al territorio – conclude la nota – perché la chiusura del Giudice di Pace di Marano sarebbe un arretramento della legalità e un danno per l’intera comunità”.

This post was published on Nov 3, 2025 16:48

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

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