Entra nel vivo l’ultima settimana del Campania Teatro Festival 2026, che inaugura gli ultimi giorni della rassegna con una giornata ricca di spettacoli, concerti, incontri e appuntamenti culturali. Lunedì 6 luglio, nella venticinquesima giornata della manifestazione diretta da Ruggero Cappuccio e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, saranno sei gli eventi in programma, distribuiti tra cinque diverse sezioni del cartellone, a conferma della vocazione multidisciplinare del Festival.
Il programma propone quattro debutti, due repliche di spettacoli molto apprezzati dal pubblico, un nuovo appuntamento con gli Incontri del Festival e la possibilità di visitare le mostre fotografiche allestite a Palazzo Reale.
Ad aprire il pomeriggio sarà “L’io e l’IA L’importanza dell’educazione socio-emotiva e affettiva nell’Era degli Algoritmi. Contaminazioni interdisciplinari”, in programma alle 18.30 nella Sala Premio Napoli di Palazzo Reale: l’incontro, curato da Nadia Carlomagno in collaborazione con il Master Teatro, Pedagogia e Didattica dell’Università Suor Orsola Benincasa, riunirà studiosi, artisti ed esperti per riflettere sul rapporto tra intelligenza artificiale, educazione e relazioni umane. Interverranno Nadia Carlomagno, Marcello Cotugno, Giuseppe Fonseca, Maurizio Sibilio e Federico Tardani, in un confronto dedicato al ruolo delle arti sceniche come spazio privilegiato di relazione e umanità nell’epoca degli algoritmi.
Alle 19 il Teatro Mercadante ospiterà la replica de “I fratelli De Filippo”, spettacolo scritto da Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e Sergio Rubini, tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso. Sul palco sarà lo stesso Sergio Rubini, affiancato da Susy Del Giudice, Marianna Fontana, Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D’Auria, Simone Borrelli ed Emanuela Saccardi. Le musiche originali sono firmate dal premio Oscar Nicola Piovani. La produzione racconta la storia umana e artistica di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, protagonisti assoluti del teatro italiano del Novecento.
Alle 20, nella Sala Assoli, torna in replica “Ayoub”, spettacolo internazionale scritto e diretto da Marina Otero, interpretato dalla stessa regista insieme a Ibrahim Ibnou Goush. La performance, della durata di un’ora e dieci minuti, è recitata in spagnolo e darija, il dialetto marocchino, con sovratitoli in italiano. Attraverso teatro, video e autobiografia, lo spettacolo affronta temi legati all’identità, alla migrazione e alla ricerca di appartenenza.
Alle 20.30, al Teatro Nuovo, debutta in prima assoluta “Zappatore – Studio per una liturgia del figlio”, scritto e diretto da Fabio Di Gesto, che rilegge in chiave contemporanea il celebre dramma di Libero Bovio. In scena Carmine Bianco, Miriam Della Corte, Luca Lombardi, Maria Claudia Pesapane e Nello Provenzano. Lo spettacolo ribalta il punto di vista della celebre sceneggiata napoletana, concentrandosi sul peso del debito affettivo tra padre e figlio e sul difficile percorso verso l’autodeterminazione. Scene di Mariateresa D’Alessio, costumi di Rosario Martone, drammaturgia musicale di Tommy Grieco e luci di Desideria Angeloni completano una produzione dell’Associazione Culturale Ri.Te.Na.
Sempre alle 21, nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, spazio alla musica con il debutto assoluto di “Carmina Desimoniana”, concerto dedicato all’immenso patrimonio artistico di Roberto De Simone, a un anno dalla sua scomparsa. Diretto da Alessandro De Simone, lo spettacolo propone un viaggio attraverso oltre settant’anni di produzione musicale e teatrale del grande maestro napoletano, ripercorrendo opere come La Cantata dei Pastori, Gatta Cenerentola, Mistero Napolitano, Le 99 disgrazie di Pulcinella, oltre ai canti popolari della Nuova Compagnia di Canto Popolare e alle musiche composte per cinema e televisione. Sul palco le voci di Annamaria Colasanto, Raffaello Converso, Maria Letizia Gorga e Giovanni Mauriello, accompagnate da un ampio ensemble orchestrale e dalla voce recitante di Franco Giovanni Iavarone.
Alla stessa ora, al Teatro Tedér, debutta “Ramanzine. O è un peccato che sia andata così”, scritto da Diego Frisina e diretto da Silvia Ignoto. Lo spettacolo costruisce un mosaico di situazioni contemporanee che raccontano un’umanità fragile e disorientata: dal mondo del lavoro alla crisi abitativa, dalla natalità alle guerre, attraverso una serie di quadri che invitano il pubblico a interrogarsi sul presente e sul futuro. In scena gli stessi Diego Frisina, Silvia Ignoto e Tullia Pagano.
Per tutta la giornata sarà inoltre possibile visitare, negli spazi di Vico Mauriello a Palazzo Reale, le tre mostre fotografiche del Festival: “Con i tuoi occhi” di Salvatore Liguori, “Siria” di Romeo Civilli e “Jazz: la pellicola del suono” di Salvatore Pastore, percorsi espositivi che affiancano il cartellone teatrale offrendo uno sguardo su realtà, conflitti e linguaggi artistici attraverso la fotografia.
Proseguono infine anche gli appuntamenti del Dopo Festival nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, dove dalle 19 sarà attivo il listening bar di San Gennaro Bar, mentre dalle 22.15 spazio a un dj set dedicato alle contaminazioni tra world music, sonorità mediterranee, ritmi afro ed elettronica contemporanea.
This post was published on Lug 5, 2026 17:29
Un libro che sceglie la forza del racconto per accendere i riflettori su una delle…
Lunedì 6 luglio, alle ore 19:00, il sagrato della Parrocchia di San Francesco d'Assisi a…
A Barletta, sulla statale 16 bis, un'auto viaggia lenta con una scritta sul lunotto: “Ultima…
Una serata in cui la grande cucina incontra la solidarietà, trasformando il gusto in un…
La ventitreesima giornata propone al Teatro Nuovo il racconto urbano con Alberto Boubakar Malanchino e…
Dal 2 all’11 ottobre torna il Napoli PHOTO Festival. Tema dell’edizione 2026 sarà “Napoli e…