Cultura

Campania Teatro Festival, il 10 luglio ‘Ninfa plebea – Favola in musica’ di Di Girolamo

“NINFA PLEBEA – Favola in musica” è lo spettacolo di Rosalba Di Girolamo, liberamente adattato da “Ninfa plebea” di Domenico Rea, con la consulenza alla sceneggiatura di Lucia Rea. Lo spettacolo va in scena, per il Campania Teatro Festival 2025, il 10 luglio alle 21.00 in sala Assoli.

In scena ci sono: Antonello Cossia, Rosalba Di Girolamo, Annalisa Madonna (voce), Jennà Romano (musiche dal vivo) e la giovane Luna Fusco.

Nella mitica Nofi di tanti racconti di Rea, negli anni precedenti l’ultima guerra mondiale, in un umile basso del miserabile quartiere del Bùvero, ha inizio l’educazione sentimentale di Miluzza, l’adolescente poco più che bambina, protagonista del romanzo. Disgrazie della virtù e fortune del vizio, in un pezzo di mondo fra paradiso e inferno perduto, incrociano trappole sul suo impervio cammino. Ma Miluzza, che è pura vita, puro istinto, puro candore alla deriva, le attraversa tutte con intrepida innocenza.

Domenico Rea – afferma Lucia Rea, figlia dello scrittore e consulente alla sceneggiatura dello spettacolo –  è stato un uomo libero, dallo spirito profondamente democratico e con una grande compassione verso gli ultimi. Sentiva da quell’accanito fumatore e divoratore di vita che era, che se ne sarebbe andato presto, e “Ninfa plebea”, l’ultimo libro che ha scritto, è stato un testamento spirituale, forse antropologico. E’ un’opera sospesa tra realismo ed elaborazione fantastica, ma molti si sono soffermati più all’apparenza pruriginosa della narrazione, che al vero aspetto politico e sociale che la sostanzia, ovvero una cruda riflessione intorno al tema dell’abuso sulle donne, in particolare sulle donne giovanissime.

 “La vuoi sentire la storia di Catuccia quando nel bosco incontrò un orco peloso e grosso come una montagna?” Così inizia Ninfa plebea-favola in musica, riscrittura per voci e musica del magnifico cunto di Domenico Rea. Il racconto è affidato a due narratori, il Nonno e Miluzza, cui fa da contrappunto un coro per voci, musica, video e movimenti scenici. Cinque le figure sul palco: il Nonno, deux ex machina della messa in scena, che racconta la fiaba a Miluzza incarnando i volti degli “orchi” evocati, Miluzza che si fa trina (giovane danzatrice, narratrice e voce cantante) e il musicista che scandisce il ritmo della storia in un continuum sonoro, in cui i canti e le sonorità del nostro sud si fondono con la chitarra acustica, elettrica e strumenti percussivi. Una storia che racconta di un’adolescente traboccante di sensualità e purezza allevata pressappoco come un pollo da cortile in uno dei tanti sud del mondo, impreparato ad accoglierne la dirompente forza vitale ma pronto a destinarla all’inferno. Una favola contemporanea scura e visionaria, popolata di orchi, fate o streghe, una sorta di medioevo culturale sospeso nel tempo, una fiaba iniziatica che vuole essere, soprattutto, una riflessione sull’abuso.

“Ninfa plebea” – dice la Di Girolamo, regista, interprete ed autrice dell’adattamento del testo –  è un romanzo sulla purezza ed è anche un romanzo sull’abuso. Entrambi i temi sono sapientemente nascosti tra le pieghe di un linguaggio crudo e visionario, scuro e coloratissimo, e mai consolante.

Insieme ai miei colleghi abbiamo voluto creare una narrazione che procede per quadri musicali e cromatici, che evocano più che descrivere, affrontando un tema tanto delicato con leggerezza e crudezza al tempo stesso, nel desiderio di rendere onore al linguaggio del cunto tanto amato da Rea.

Ringrazio di cuore i miei compagni di avventura per la generosità con cui hanno costruito insieme a me questo lavoro, mettendo in gioco creatività e professionalità. Un grazie speciale alla giovane Luna Fusco per il suo slancio, e soprattutto a Lucia, instancabile custode della memoria del padre, per la forza, la passione con cui ci ha sostenuti.

Sono molto soddisfatta – conclude la Rea – della sceneggiatura e dell’adattamento teatrale che Rosalba Di Girolamo ha saputo dare di “Ninfa plebea”, non era scontato con un romanzo così complesso. Credo che abbia saputo cogliere nel segno, rispettando tutti gli aspetti: favolistico, barocco, e soprattutto drammaticamente attuale dell’opera.

Assistente alla regia Mattia Tammarocostumi e oggetti di scena Rosa Ferrara, progetto fotografico Nunzia Esposito, Consulenza al progetto Roberta D’Agostinodirettore tecnico Carmine Giordano, direttore di produzione Flavio Di Fiore.

Lo spettacolo è patrocinato da: Fondazione Premio Napoli, Comitato centenario Domenico Rea, UIL CAMPANIA

This post was published on Lug 2, 2025 10:53

Redazione Desk

Questo articolo è stato scritto dalla redazione di Road Tv Italia. La web tv libera, indipendente, fatta dalla gente e con la gente.

Recent Posts

Bacoli aderisce alla campagna “Anche questa è casa tua”: installati nove cestini per le deiezioni canine

Nove cestini nuovi sono spuntati nelle strade di Bacoli, dedicati esclusivamente alla raccolta delle deiezioni…

1 giorno ago

“Fuori Asse” nuova stagione del Teatro Serra. Conferenza il 22 settembre

Martedì 22 settembre, ore 10.30 Conferenza Stampa di “Fuori Asse”, Stagione 2026/27 del Teatro Serra…

1 giorno ago

Napoli celebra San Gennaro: il sangue si liquefa alle 10.04 nel Duomo

Il prodigio si è ripetuto nel giorno dedicato al patrono della città. L'annuncio è arrivato…

1 giorno ago

Pompei, due giorni per tornare ai tempi dell’antica Roma

Sabato 26 e domenica 27 settembre il Parco Archeologico di Pompei parteciperà alle Giornate Europee…

1 giorno ago

Sandro Mazzola è morto: il calcio italiano perde una delle sue leggende

È morto Sandro Mazzola, storico protagonista del calcio italiano e simbolo dell’Inter. Aveva 83 anni.…

1 giorno ago

Poggiomarino, il 21 settembre l’installazione della scultura “Parthenope Sireni”

L’opera in bronzo del maestro Domenico Sepe entrerà nel patrimonio artistico e culturale della città.…

2 giorni ago