Vasche idromassaggio, sale da biliardo, un’ampio e verde cortile interno, una piscina esterna che è stata riempita di cemento prima che arrivassero le forze dell’ordine. La palazzina-bunker del clan Esposito di Sessa Aurunca (Caserta), sgomberata dalla forze dell’ordine dopo la confisca di due anni fa, era una cittadella in miniatura, con l’ingresso protetto da un pesante cancello metallico di colore verde, i vetri delle finestre blindati.
Non c’era il lusso sfrenato, come nelle ville kitsch dei boss di Casal di Principe, quella in stile Scarface di Walter Schiavone o quella ultramoderna del nipote Nicola Schiavone (primogenito di Sandokan, ndr) ma gli interni erano arredati in modo molto decoroso, e soprattutto è l’ubicazione della palazzina degli Esposito a dare la misura di quello che era il potere mafioso che la cosca esercitava a Sessa e dintorni. Tre degli 8 appartamenti erano occupati dai fratelli di Mario (Biagio e Giuseppe) e dalle rispettive famiglie; nel terzo c’erano altri parenti stretti.
This post was published on Nov 14, 2017 20:32
Per la prima volta la rassegna letteraria di Cartolibromania dedica un intero appuntamento alla poesia.…
Una baby gang ha forzato un ingresso laterale del cinema in piazza Municipio e ha…
Dopo il successo registrato a Marano di Napoli, i ragazzi dell’Associazione Tutela la Salute tornano…
Seconda gara interna consecutiva per la Malvin, che domenica ospiterà al PalaDennerlein Ferrara per la 33^…
Presentato al Senato il libro “Sono Simonetta” di Anna Copertino, dedicato alla memoria di Simonetta…
Napoli cambia prospettiva: da lunedì 30 marzo si potrà salire fin sopra uno dei suoi…