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Bonifico a tuo figlio? Quel che devi sapere: se lo fai così rischi grosso

Quando si parla di gestione delle finanze, anche le operazioni più semplici, come un bonifico al figlio, possono presentare insidie.

Spesso si tende a pensare che un trasferimento di denaro tra genitori e figli sia una prassi innocua e priva di complicazioni fiscali. E’ essenziale prestare attenzione, in particolare alla causale del bonifico.

L’Agenzia delle Entrate ha messo in guardia sui rischi legati a questa prassi, e in questo articolo esploreremo come procedere correttamente per evitare problemi con il fisco.

Come effettuare un bonifico al figlio

Effettuare un bonifico al figlio è un’operazione relativamente semplice, che può essere eseguita tramite diverse modalità: home banking, sportelli ATM, filiali bancarie o app mobile. Il processo è rapido e intuitivo, ma richiede particolare attenzione alla causale. Ecco i passaggi fondamentali da seguire:

  1. Accesso al conto: Accedi al tuo conto bancario tramite l’app o il sito web.
  2. Selezione della voce corretta: Clicca sulla sezione “bonifico” o “trasferimento di denaro”.
  3. Inserimento dei dati: Compila i campi con i dati del beneficiario (nome, cognome e IBAN).
  4. Individuazione dell’importo: Indica l’importo che desideri trasferire.
  5. Scegliere la causale: Qui si gioca la parte più delicata dell’operazione.
  6. Conferma: Rivedi e conferma l’operazione.

A seconda del tipo di bonifico, l’operazione può essere immediata, come nei bonifici istantanei, oppure richiedere uno o due giorni lavorativi.

La causale del bonifico è cruciale non solo per giustificare il trasferimento di denaro, ma anche per evitare che l’operazione venga interpretata come un reddito soggetto a tassazione. Un errore nella causale potrebbe attirare l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate, portando a controlli fiscali o, in casi più gravi, alla necessità di dimostrare l’origine del denaro. È quindi consigliabile utilizzare espressioni chiare e dirette. Alcune causali appropriate includono:

  • “Supporto familiare”
  • “Aiuto economico”
  • “Regalo di compleanno”
  • “Donazione per studi universitari”
  • “Contributo spese quotidiane”
  • “Sostegno genitoriale”

Queste espressioni non solo chiariscono il motivo del trasferimento, ma riducono anche il rischio di ambiguità interpretativa.

Cosa evitare nella causale (www.roadtvitalia.it)

Alcune causali possono sollevare sospetti e creare problemi con il fisco. È sconsigliabile utilizzare termini come “prestito” senza un contratto scritto, poiché potrebbe essere considerato un’attività di finanziamento soggetta a regolamentazione. Anche terminologie come “rimborso” o “pagamento” possono suggerire l’esistenza di un rapporto di lavoro o di una transazione commerciale, rientrando così in ambiti soggetti a tassazione.

Lasciare la causale vuota è altrettanto rischioso; un’assenza di spiegazione potrebbe far sorgere interrogativi e richieste di chiarimenti da parte delle autorità fiscali.

Bonifici di importo elevato

Quando si effettuano bonifici di somme considerevoli, è fondamentale distinguere tra un semplice aiuto economico e una vera e propria donazione. Le donazioni di modico valore possono essere realizzate senza particolari formalità, ma per trasferimenti più rilevanti potrebbe essere necessario redigere un atto notarile. Il fisco potrebbe interpretare bonifici di importi elevati come donazioni non dichiarate, con l’eventualità di dover pagare l’imposta sulle donazioni.

Per evitare controversie, è consigliabile consultare un esperto fiscale o redigere un documento che attesti la natura del trasferimento. Questo approccio non solo fornisce una protezione legale, ma offre anche tranquillità sia al donatore che al beneficiario.

This post was published on Mar 25, 2025 15:30

Roberto Arciola

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