La strage ferroviaria di Corato, in Puglia, ha mostrato la debolezza e la pericolosità di moltissime linee ferroviarie, specialmente al Sud.
A Napoli la Circumvesuviana continua a viaggiare su un binario unico, e non è la sola.
Era il 9 luglio 1979 quando ci fu lo scontro frontale tra due treni della Circumvesuviana che contò 14 morti e 70 feriti. Dopo quasi 40 anni si continua a viaggiare su quello stesso binario unico.
Il tema della sicurezza, dopo la strage di Corato che ha portato a galla tante problematiche, diventa sempre più serio. Per la Circumvesuviana, su 144 chilometri circa la metà è a binario unico.
E a rimetterci sono, primi tra tutti, i lavoratori, ingiustamente colpevolizzati per un sistema che non hanno scelto ma per cui, alla fine dei conti, devono pagare. E allora quel che resta da fare è protestare. Il sindacato Orsa afferma: “Abbiamo paura, così non facciamo partire i treni se non c’è sicurezza “. E ancora: “Chiediamo alla Regione impegni seri sulla sicurezza – dice Antonio Mazzella, dipendente della Cumana – siamo stanchi di rischiare ogni giorno la vita mentre siamo a bordo“.
La Circumflegrea è la ferrovia più arretrata: tutti i 20 chilometri della linea che da Montesanto porta a Licola sono a binario unico. I treni passano con la telefonata del capostazione.
In Cumana la metà della tratta è su binario unico ma c’è un impianto centralizzato che governa gli scambi.
E i disagi non sono solo per le ferrovie, è recentissima infatti la protesta dei lavoratori Ctp che con il sindacato Usb hanno protestato sotto Palazzo Matteotti. Anche loro chiedono sicurezza: hanno fermato i bus nei depositi perché l’azienda non ha pagato la rata di luglio dell’assicurazione e i mezzi non sono coperti in caso di incidente.
This post was published on Lug 15, 2016 11:47
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