L’avvocato e founder di Dirittodivolo.it fa il punto sulle tutele per chi non riesce a partire a causa della carenza di carburante: «Non esiste un provvedimento che consenta di annullare senza costi». Per gli hotel, però, indica possibili margini di rimborso.
La protesta degli autotrasportatori, i distributori rimasti senza carburante e le difficoltà di approvvigionamento negli aeroporti del Mezzogiorno stanno mettendo in crisi anche chi deve viaggiare. Ma, almeno per il momento, non esiste una disciplina straordinaria che consenta di annullare automaticamente viaggi e soggiorni senza costi.
A fare il punto è Marco Panichi, avvocato e founder di Dirittodivolo.it, intervenuto sulle tutele disponibili per chi non riesce a raggiungere la propria destinazione a causa dei disagi di questi giorni.
«La situazione è complicatissima, come testimoniano le richieste di contatto che abbiamo ricevuto in queste ore, ma chi non riesce a raggiungere la propria destinazione a causa della mancanza di carburante non può invocare alcuna disciplina d’emergenza: restiamo nell’ambito delle regole ordinarie», spiega Panichi.
Secondo il legale, il punto decisivo è l’assenza di un atto ufficiale che modifichi le regole normalmente applicabili a prenotazioni, cancellazioni e mancata partenza.
«Manca qualsiasi atto ufficiale sul punto. Il Governo non ha dichiarato uno stato d’emergenza né adottato un provvedimento che consenta di annullare senza costi viaggi e soggiorni compromessi dal blocco dei rifornimenti».
Di conseguenza, aggiunge Panichi, «in assenza di una norma specifica, i disagi di questi giorni non rientrano automaticamente in una cornice straordinaria e ciascun rapporto continua a essere regolato dalle condizioni sottoscritte al momento della prenotazione».
L’assenza di una disciplina d’emergenza non significa però, secondo Panichi, che il viaggiatore sia privo di tutele. Un margine riguarda soprattutto le prenotazioni alberghiere.
«Le regole generali del turismo alberghiero prevedono che, in caso di no show, cioè di mancata presentazione in hotel, la struttura possa trattenere soltanto la prima notte, salvo accordi privati diversi», afferma l’avvocato.
Secondo l’interpretazione illustrata da Panichi, chi ha prenotato tre notti e non riesce a raggiungere la struttura potrebbe quindi vedersi addebitata la prima, con restituzione delle altre due. Lo stesso criterio, aggiunge, varrebbe per un soggiorno di due notti, con una notte da restituire.
Resta comunque fondamentale verificare le condizioni specifiche sottoscritte al momento della prenotazione, che possono prevedere clausole differenti.
Per Panichi è proprio questo il terreno su cui chi ha già pagato un soggiorno può muoversi immediatamente, senza attendere eventuali interventi del Governo.
«Chi ha prenotato più notti ha una leva concreta per recuperare almeno una parte di quanto speso, e può farla valere nei confronti della struttura senza attendere interventi che al momento non sono all’orizzonte», conclude.
Il quadro resta dunque legato, almeno allo stato attuale, alle regole ordinarie e alle condizioni contrattuali delle singole prenotazioni, mentre i disagi provocati dalla protesta degli autotrasportatori continuano a incidere su spostamenti, rifornimenti e partenze nel Mezzogiorno.
This post was published on Ott 22, 2026 16:37
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