Tentata prostituzione minorile, maltrattamenti in famiglia e detenzione di materiale pedopornografico: sono questi i reati contestati a un uomo di 47 anni, arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli su disposizione della sezione della Procura dedicata alle fasce deboli della popolazione, coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Novelli. Le indagini erano scattate dopo la denuncia presentata da due genitori, e nel corso degli accertamenti gli investigatori hanno ricostruito un quadro fatto di violenze domestiche protratte nel tempo e di condotte moleste rivolte anche a giovani estranee al nucleo familiare.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’uomo avrebbe offerto denaro a delle minorenni in cambio di prestazioni sessuali, un comportamento che gli investigatori hanno potuto ricostruire grazie agli accertamenti condotti dopo l’apertura del fascicolo. Parallelamente, sempre stando a quanto emerso, l’indagato maltrattava sistematicamente la ex moglie e la figlia minorenne, in un contesto di sopraffazione domestica venuto alla luce solo grazie alla denuncia dei due genitori, che hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine dopo aver assistito, con ogni probabilità, a episodi ritenuti insostenibili. A completare il quadro accusatorio, il ritrovamento sul cellulare dell’uomo di materiale pedopornografico, sequestrato dagli agenti della Squadra Mobile nel corso delle indagini e che ha aggravato ulteriormente la posizione dell’indagato agli occhi dei magistrati.
“La misura cautelare è stata emessa alla luce delle numerose condotte delittuose poste in essere dall’indagato”, ha dichiarato il procuratore aggiunto Novelli in una nota, sottolineando come l’uomo sia dotato di una “personalità inquietante“. Nel comunicato si legge inoltre che la sua indole “morbosa” si è manifestata “sia nei riguardi della figlia minore, sia nei confronti di altre giovani ragazze“, un dettaglio che restituisce la dimensione di una condotta reiterata, capace di attraversare tanto le mura domestiche quanto l’ambiente esterno alla famiglia.
L’arresto rappresenta l’epilogo, almeno in questa fase, di un’attività investigativa partita dal coraggio di due genitori che hanno scelto di rivolgersi alle autorità, mettendo in moto un meccanismo che ha permesso agli agenti della Squadra Mobile di ricostruire nel dettaglio le condotte contestate all’uomo, sia quelle consumate in ambito familiare sia quelle rivolte verso terze persone. Resta ora da chiarire, nelle fasi successive del procedimento, l’esatta portata dei fatti contestati, il numero delle persone coinvolte e l’eventuale posizione di altre giovani vittime, mentre l’inchiesta della Procura partenopea prosegue per fare piena luce sulla vicenda.
This post was published on Lug 13, 2026 15:08
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