Allarme terrorismo a Napoli: dopo gli attentati in Francia, e le sconvolgenti rivelazioni che indicano l’Italia e in particolare Roma e il Vaticano come prossimo obiettivo dell’Isis, è massima allerta anche a Napoli, una delle principali città italiane, dopo Roma, a essere da sempre nel mirino dei terroristi, oltre che un importante crocevia e punto di ritrovo per personaggi legati agli ambienti estremisti. A Napoli è iniziato il monitoraggio di alcuni siti, ritenuti di particolare interesse non soltanto come possibili obiettivi del terrorismo, ma anche come punti di interscambio per persone e documenti.
Il porto di Napoli, l’aeroporto internazionale di Capodichino, ma anche la stazione centrale di piazza Garibaldi, dove circolerebbero documenti e passaporti falsi; sono questi alcuni dei principali luoghi di Napoli nel mirino dei controlli da parte dei servizi segreti. Da ieri anche il carcere di Poggioreale è monitorato: il dipartimento di giustizia ha inviato infatti un documento agli agenti penitenziari per invitarli a “prestare massima attenzione alla circolazione di materiale jihadista, tipo cd, libri e riviste” all’interno dell’istituto penitenziario, dove ci sarebbero molti detenuti di nazionalità straniere e di fede islamica. Sotto controllo anche le numerose moschee presenti sul territorio partenopeo, che potrebbero all’occorrenza trasformarsi in basi per eventuali terroristi.
Massima allerta anche per i possibili obiettivi partenopei di un attentato estremista: da due giorni sono raddoppiate le misure di sicurezza alla sinagoga di via Cappella Vecchia a Napoli; ma a destare massima preoccupazione sono alcuni luoghi “caldi” nel casertano. Ieri è arrivata la decisione del Governo di rafforzare i controlli presso la base Us Navy di Gricignano d’Aversa.
A preoccupare è la presenza, nell’Agro-Aversano, di tanti immigrati di nazionalità disparata e di fede islamica, che soggiornano per mesi o anni nella zona, in attesa di raggiungere destinazioni estere, a stretto contatto se non in connivenza con la malavita locale, dedita, in questa parte del casertano, al traffico di droga e alla prostituzione. Proprio in questa zona si concentrano i controlli della Questura di Caserta, che da tempi non sospetti monitora costantemente i movimenti di alcune persone ritenute degne di interesse, molte delle quali fanno la spola tra il casertano e i paesi arabi di provenienza, anche se non sono mai stati accertati legami con cellule terroristiche.
This post was published on Gen 13, 2015 16:10
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