John Turturro la volle per un cameo in passione, Leopoldo Mastelloni incise un album insieme a lei, Eugenio Bennato la portò con sé sul palcoscenico del teatro. Perché Valentina aveva un grande talento: quello di riuscire sempre e comunque a essere se stessa. La notizia della sua scomparsa è arrivata ieri sera. Stroncata da un male incurabile, Valentina Ok fu la prima cantante neomelodica transgender, una coraggiosa pioniera in grado di portare, nei bigotti anni Novanta, il transessualismo in tv con la naturalezza e la spontaneità di chi si sente a proprio agio nei panni che indossa.
Come lei stessa ha sempre confermato: “Ho sentito di essere donna sempre. E non l’ho mai nascosto dall’età di tredici anni”. E come ha sempre dimostrato con i suoi comportamenti e le sue scelte, come quella di mettere in copertina del suo album “Il ritmo della tua città” due sue foto affiancate del prima e del dopo della sua vita, nei panni da ragazzo e poi in quelli da ragazza, che sono quelli in cui tutti la ricorderanno sempre.
This post was published on Set 3, 2014 11:12
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