Attrice, cantante e interprete raffinata della tradizione partenopea, si è spenta a Napoli. Lavorò con Eduardo De Filippo, Pasolini, Martone e Pupi Avati. L’ultimo messaggio dedicato al Teatro Sannazaro.
Si è spenta nella sua Napoli Angela Luce, artista simbolo della canzone partenopea e protagonista di cinema e teatro, morta all’età di 87 anni. Attrice colta, cantante intensa, autrice e figura centrale di una stagione culturale capace di intrecciare arte popolare e grande drammaturgia, ha lavorato con registi e maestri come Eduardo De Filippo, Pier Paolo Pasolini, Mario Martone e Pupi Avati.
Il suo ultimo pensiero pubblico era stato dedicato all’incendio del Teatro Sannazaro. Il 17 febbraio aveva scritto su Facebook: “Pensare al teatro Sannazaro distrutto è veramente doloroso. Sono vicina a Ingrid e Lara e le abbraccio con tanto affetto. Mi auguro che sia presto ricostruito e continui a portare avanti il sogno di Luisa Conte”. Un messaggio che conferma il legame profondo con la città, mai lasciata e sempre al centro della sua vita artistica.
Dalla Piedigrotta al successo
Nata a Napoli il 3 dicembre 1937 come Angela Savino, in una famiglia modesta, crebbe nel dopoguerra in una città che cercava di ricostruire sé stessa. La musica fu la sua prima vocazione. A soli quattordici anni partecipò alla storica Piedigrotta Bideri con “Zì Carmilì”, esibendosi ancora con il cognome di nascita. Giovanissima, ma già dotata di una presenza scenica forte e di una voce calda, malinconica e potente.
Negli anni Cinquanta Napoli era un laboratorio culturale vivace, tra caffè chantant e teatri popolari. Angela Luce si impose per autenticità, rimanendo fedele alla tradizione melodica partenopea e distante dalle mode passeggere.
Per molti resta la voce di “Bammenella”, il classico vivianeo che rilanciò prima in uno spettacolo di Giuseppe Patroni Griffi e poi, negli anni Duemila, insieme al sassofonista Marco Zurzolo, ambientandone la storia nei marciapiedi di New York.
Il cinema e la commedia all’italiana
Il debutto sul grande schermo arrivò nel 1958 con “Ricordati di Napoli” di Pino Mercanti. Fu poi nel cast de Il vedovo di Dino Risi, accanto ad Alberto Sordi, e prese parte a Signori si nasce di Mario Mattoli. Lavorò con giganti come Totò, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.
Tra i film degli anni Sessanta in cui apparve figurano “Anonima cocottes”, “Peccati d’estate”, “Letto a tre piazze”, “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi”, “Gli anni ruggenti”, “La marcia su Roma”, “Divorzio alla siciliana” e “Per qualche dollaro in meno”.
Temperamento e riservatezza
Temperamentosa, battagliera, capace di riempire teatri e piazze con una voce intensa, ha sempre mantenuto una forte riservatezza nella vita privata. Si definiva legata al palcoscenico “da cui non sono scesa mai, continuando a vivere tutta la vita su queste tavole e con questa polvere divina”.
È morta all’alba per una grave insufficienza cardiaca, aggravata da problemi renali e respiratori. La notizia è stata diffusa dall’amica e collaboratrice Giovanna Castellano, che ha fatto sapere che al momento non sono stati definiti i funerali e che, per volontà dell’artista, si chiede di non inviare fiori.
Con Angela Luce scompare una delle ultime grandi regine di cantaNapoli, una voce che ha attraversato generazioni e che ha fatto della tradizione un patrimonio vivo e universale.















