Categories: Cronaca

Addio a un’altra delle “Les boites des bouquinistes” al Vomero: la cultura non trova più casa

Un vero e proprio smacco alla cultura, ecco come si può definire ciò che è successo pochi giorni fa al Vomero, quartiere della Napoli bene, dove chiude i battenti un’altra storica bancarella del libro: una vera istituzione quella delle “Les boites des bouquinistes” (simpaticamente dette così perché ricordavano le storiche bancarelle di libri presenti lungo la Senna a Parigi) in via Luca Giordano, cuore delle vie dello shopping, e che durava dagli anni ‘80. Una notizia che lascia sconvolti, ma soprattutto lascia pensare: ora, al di là di problemi legati alla crisi, all’economia, ai numeri … perché la cultura trova sempre meno spazio in una società come la nostra che ama definirsi all’avanguardia e culturalmente elevata? Non è un controsenso tutto questo? Nella pratica, e in particolar modo in questi ultimissimi anni, la vendita del classico libro cartaceo sta attraversando una crisi profonda, soprattutto a causa della concorrenza spietata del commercio online (colossi tipo Amazon offrono una vasta scelta di libri a prezzi spesso inferiori rispetto a quelli delle librerie fisiche), ed in più la comodità di acquistare con un semplice clic ha cambiato le abitudini dei lettori, riducendo la frequentazione delle librerie tradizionali. Ma tante altre potrebbero essere le cause di questa crisi, pensiamo alla crescente tecnologia dei moderni dispositivi elettronici (tablet e/o Kindle) che consentono letture anche di più testi con un unico strumento, e riducendo notevolmente l’uso della carta. Lodevole, soprattutto quest’ultimo punto che consente di salvaguardare la natura e gli alberi, ma il confronto lettura cartacea con quella digitale non regge per un vecchio romantico, la lettura è toccare con mano la pagina, sfogliarla, non cliccarla freddamente … C’è da dire poi che muoiono attività storiche e di diffusione culturale come les boites des bouquinistes, ma il posto non resterà di certo privo di attività, ne fioriranno altre magari riguardanti “fredda” oggettistica (come d’altronde già è stato fatto). Perché la cultura deve pagare un prezzo così alto?

Salvaguardare le librerie significa preservare un patrimonio culturale e sociale fondamentale per la crescita della società, elemento che serve tantissimo alla nostra città, ora più che mai. Ma c’è bisogno di un grande impegno congiunto da parte di tutti, Istituzioni e cittadini.

This post was published on Feb 3, 2025 8:46

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

Recent Posts

Antonio Amoretti e le Quattro Giornate di Napoli

Venerdì 9 ottobre 2026, ore 10:30 Aula Magna, Dipartimento Scienze Sociali Vico Monte della Pietà,…

18 ore ago

Napoli prepara il Natale, a San Gregorio Armeno la Fiera comincia prima

A Napoli il Natale comincerà a novembre. La Fiera di San Gregorio Armeno, appuntamento tradizionale…

1 giorno ago

Giugliano, al San Giuliano scatta per la prima volta il “Percorso rosa”

Una donna di Melito è arrivata lo scorso fine settimana al pronto soccorso del San…

1 giorno ago

SCUOLA: NAPOLI, L’IC MOSCATI-D’ACQUISTO APRE LE PORTE A DUE STUDENTI PALESTINESI

Il dirigente Riccio: «La scuola è il luogo in cui nessuno deve sentirsi straniero». Cartelloni…

2 giorni ago

“La nobile arte della seta”: a Napoli un distretto industriale d’avanguardia tra ‘400 e ‘600

  Lunedì 5 ottobre a Palazzo Carafa presentazione del volume di Bianca Stranieri Alla scoperta di un…

2 giorni ago

I confini del mio mondo sono io

Giovedì 8 ottobre 2026, ore 18.00 presso la Fondazione Eduardo De Filippo Palazzo Scarpetta -…

2 giorni ago