Cronaca

Addio a Paolo Cirino Pomicino, ‘o Ministro’ della Prima Repubblica: aveva 87 anni

Paolo Cirino Pomicino durante il convegno "Andreotti, il patrimonio politico di un padre della Repubblica - Analisi storica e politica a 100 anni dalla nascita dello statista" presso la sala Aldo Moro della Camera a Roma, 16 gennaio 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Si è spento a 87 anni Paolo Cirino Pomicino, volto storico della Democrazia Cristiana e protagonista di una stagione politica che ha segnato un’epoca. È morto a Roma, alle 16, nella clinica Quisisana, dove era ricoverato da alcuni giorni.

Per tutti era “’o Ministro”, un soprannome che racconta bene il peso avuto tra gli anni Ottanta e i primi Novanta, quando fu prima alla Funzione Pubblica nel governo De Mita e poi al Bilancio nei governi guidati da Giulio Andreotti. Uomo della corrente andreottiana, quella della cosiddetta “Primavera”, Pomicino è stato per anni uno dei riferimenti della politica nazionale.

Nato a Napoli il 3 settembre 1939, laureato in medicina, era stato eletto per la prima volta alla Camera nel 1976, restando in Parlamento per più legislature fino al 1992. Presidente della commissione Bilancio, poi ministro, ha attraversato da protagonista la Prima Repubblica, fino a finire coinvolto nel 1993 nell’inchiesta Mani Pulite.

Dopo quella stagione, il ritorno sulla scena politica: nel 2004 l’elezione al Parlamento europeo con l’Udeur di Mastella, quindi il rientro alla Camera nel 2006 con la lista della Dc insieme al Nuovo Psi. Nel 2008 l’uscita definitiva dalle istituzioni.

Figura discussa, divisiva per molti, ma centrale per capire un pezzo di storia politica italiana. Con lui se ne va uno degli ultimi protagonisti di un’epoca in cui la politica aveva nomi, correnti e potere ben riconoscibili.

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