Attualità

A Torre del Greco arriva il “cane di quartiere”: un progetto per convivere con i randagi

Non più solo randagi, ma veri e propri “cani di quartiere”. È questa l’idea alla base della nuova ordinanza firmata dal sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, che ha scelto di affrontare il tema del randagismo in maniera concreta e, soprattutto, civile. Il provvedimento nasce dalla collaborazione tra il Comune e l’associazione animalista Gli angeli randagi del Vesuvio Onlus, da anni impegnata nella tutela degli amici a quattro zampe. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: garantire sicurezza ai cittadini, senza però dimenticare il benessere degli animali che vivono per strada.

In pratica, ecco come funziona: i cani randagi individuati sul territorio saranno segnalati dalla polizia municipale, che inoltrerà la richiesta di intervento all’ASL Napoli 3 Sud. Saranno quindi i veterinari dell’azienda sanitaria a occuparsi della cattura, dell’applicazione del microchip e della sterilizzazione. Prima, però, verrà verificato che i cani non risultino aggressivi, pericolosi o coinvolti in episodi di morsicature. Una volta completati i controlli e le procedure sanitarie, gli animali torneranno nei luoghi da cui erano stati prelevati, oppure in aree considerate più adatte. Qui assumeranno ufficialmente il titolo di “cani di quartiere”, con tanto di scheda clinica aggiornata. La loro cura quotidiana sarà affidata ai volontari dell’associazione animalista, che garantiranno attenzioni e supporto.

“Si tratta di un segnale di civiltà importante” spiega l’assessore al benessere animale, Laura Vitiello “in questo modo affrontiamo il problema del randagismo con responsabilità, tutelando allo stesso tempo cittadini e animali. I cani saranno seguiti passo dopo passo dall’ASL veterinaria e, una volta sterilizzati e microchippati, potranno tornare in strada, ma non più come randagi invisibili: avranno un’identità e qualcuno che si prende cura di loro”.

Un’iniziativa che punta a trasformare un’emergenza in un’opportunità di convivenza. Perché, come ricorda l’ordinanza, il “cane di quartiere” non è solo un randagio: è parte della comunità.

This post was published on Ago 23, 2025 9:00

Fabio Iuorio

Osservatore del sociale a 360°, amo scrivere e guardare Oltre. Ho amato il ruolo di giornalista fin da bambino, mi piace poter approfondire temi a sfondo sociale spesso ignorati dalla società moderna. Che dire, sono un eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in Imagine, un mondo dove non esistono discriminazioni e guerre, nulla per cui uccidere o morire.

Recent Posts

Antonio Amoretti e le Quattro Giornate di Napoli

Venerdì 9 ottobre 2026, ore 10:30 Aula Magna, Dipartimento Scienze Sociali Vico Monte della Pietà,…

1 giorno ago

Napoli prepara il Natale, a San Gregorio Armeno la Fiera comincia prima

A Napoli il Natale comincerà a novembre. La Fiera di San Gregorio Armeno, appuntamento tradizionale…

2 giorni ago

Giugliano, al San Giuliano scatta per la prima volta il “Percorso rosa”

Una donna di Melito è arrivata lo scorso fine settimana al pronto soccorso del San…

2 giorni ago

SCUOLA: NAPOLI, L’IC MOSCATI-D’ACQUISTO APRE LE PORTE A DUE STUDENTI PALESTINESI

Il dirigente Riccio: «La scuola è il luogo in cui nessuno deve sentirsi straniero». Cartelloni…

2 giorni ago

“La nobile arte della seta”: a Napoli un distretto industriale d’avanguardia tra ‘400 e ‘600

  Lunedì 5 ottobre a Palazzo Carafa presentazione del volume di Bianca Stranieri Alla scoperta di un…

2 giorni ago

I confini del mio mondo sono io

Giovedì 8 ottobre 2026, ore 18.00 presso la Fondazione Eduardo De Filippo Palazzo Scarpetta -…

2 giorni ago