Cultura

A Napoli l’arena dei gladiatori torna a vivere: teatro e performance a San Giovanni a Carbonara

Napoli nasconde storie che spesso restano sotto la superficie della città che conosciamo e una di queste porta indietro di secoli, fino a un luogo dove giovani napoletani avrebbero perso la vita combattendo nell’arena dei gladiatori. Un’arena rimasta attiva, secondo la ricostruzione storica e la tradizione legata al sito, fino alla fine del XIV secolo e oggi inglobata nell’area del Complesso di San Giovanni a Carbonara.
È proprio qui che quella storia tornerà a vivere attraverso il teatro e la performance.
Il 20, 21 e 22 agosto, alle 19, il Complesso di San Giovanni a Carbonara ospiterà “Progetto Cuccagna”, uno spettacolo ideato da Gian Maria Cervo insieme a Charis Pechlivanidis e Pablo Girolami con ingresso gratuito, ma sarà necessaria la prenotazione.
Al centro dello spettacolo c’è la storia dei ludi gladiatori di Carbonara e la loro lunga permanenza nella città, una vicenda accompagnata nei secoli da racconti, leggende e testimonianze, tra cui quella di Francesco Petrarca, che lasciò una descrizione particolarmente significativa della realtà legata all’arena.
La leggenda medievale raccontava persino di Virgilio come ideatore dei giochi gladiatori napoletani. Al poeta sarebbe stata attribuita la creazione magica di un’arena nella quale i combattenti sarebbero stati invulnerabili e immortali.
Una leggenda, appunto. Ma dietro il mito c’è una storia fatta di sangue e di giovani vite sacrificate.
“Progetto Cuccagna” parte proprio da questo intreccio tra realtà, mito e memoria per arrivare a un tema che, a distanza di secoli, conserva una sorprendente attualità: il rapporto tra potere, spettacolo e consenso.
Il riferimento al “panem et circenses” diventa così una chiave per attraversare epoche diverse e osservare i meccanismi con cui chi governa ha utilizzato lo spettacolo, l’intrattenimento e la manipolazione collettiva per esercitare il proprio potere.
La storia dell’arena di Carbonara si lega direttamente anche alla trasformazione del luogo: sarebbe stata proprio la costruzione delle chiese del complesso a determinare la fine dei ludi gladiatori.
Per tre giorni, però, quella memoria tornerà a occupare lo spazio.
A firmare il progetto è Gian Maria Cervo, drammaturgo napoletano con una lunga esperienza internazionale, che ha lavorato insieme a Charis Pechlivanidis, attore, regista, coreografo e ricercatore teatrale greco, e a Pablo Girolami, giovane coreografo italo-svizzero premiato nel 2025 dalla Biennale Danza di Venezia.
Un incontro tra linguaggi diversi, teatro, danza, ricerca e installazione, pensato per costruire un’esperienza immersiva.
E non sarà necessariamente la stessa per tutti.
È uno spettacolo che costituirà un’esperienza diversa per ciascuno spettatore”, spiega Cervo, sottolineando come questa caratteristica non sia semplicemente una scelta comunicativa, ma parte integrante del progetto.
Sul palco, insieme a Charis Pechlivanidis, ci saranno Annalisa Arbolino, Eugenio Castaldo, Antonio Ciorfito, Enrico Liguori, Graziano Purgante, Giovanni Schiavo e Raffaele Siciliano.
Alla realizzazione dell’installazione collaborano Riccardo Celano, Gian Maria Cervo, Daniela Lai, Charis Pechlivanidis e Matteo Piacenti.
Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile delle Arti Medioevali – Società Cooperativa con NoveTeatro e House of Ivona, realizzata in collaborazione con la Fondazione Napoli C’Entro e con il progetto MUDD – Museo Diocesano Diffuso.
Proprio la rete di chiese monumentali costruita attraverso il progetto MUDD punta a mettere insieme tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico e nuove opportunità professionali per i giovani del territorio.
San Giovanni a Carbonara diventa così qualcosa di più di una semplice location.
È il luogo stesso a raccontare una parte della storia. Un luogo religioso costruito sopra una memoria molto più antica e violenta, dove per secoli lo spettacolo aveva avuto un prezzo altissimo.
“Progetto Cuccagna” proverà a riportare quella memoria in superficie, senza trasformarla semplicemente in una pagina di storia da leggere.
Tre appuntamenti, tre serate per attraversare un pezzo di Napoli poco conosciuto e per guardare, attraverso il passato, anche a qualcosa che riguarda ancora il presente: il confine sottile tra intrattenimento, consenso e potere.
Per prenotazioni: ufficiostampaquartieridellarte@gmail.com.

This post was published on Ago 17, 2026 10:56

Redazione

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