In vacanza per un” ritocchino”. La nuova moda del “bisturi trip”

di Sabrina Caramiello

Tunisia, Marocco, Ucraina, Argentina e Brasile sono i cosiddetti nuovi viaggi della speranza, la speranza di ritornare belli, è il “bisturi trip”, la nuova tendenza in fatto di chirurgia estetica, che dà la possibilità di unire al piacere di viaggiare, il ritornare a casa belli, abbronzati e restaurati!

Lifting, liposuzione, glutei, addomino plastica, mastoplastica, rinoplastica e trapianto di capelli tutti i possibili ritocchi estetici, fattibli all ‘estero e sopratutto effettuabili con un budget ridotto.

Esistono vari tipi di offerte che le agenzie di viaggi, sopratutto quelle sul web, propongono: volo, soggiorno e intervento, a volte includono anche pacchetti benessere e escursioni.

La cosa che più salta all occhio sono le tariffe,quelle estere si differenziano da quelle italiane dal 50 al 70%, un esempio concreto; un soggiorno per 2 persone a Buenos Aires, comprensivo di volo, operazione di mastoplastica additiva, degenza, assistenza e interprete per la lingua, tutto alla modica cifra di 4mila euro,che paragonato ai costi di una mastoplastica additiva nel nostro paese, che si aggira intorno ai 10mila euro, è cosa davvero da poco!

I viaggi della “bellezza”quindi vengono scelti proprio per il vantaggio economico, ma sarà davvero sicuro?

Difficile generalizzare perchè ogni paese ha degli standard diversi, risparmiare va bene ma non bisogna mai rinunciare alla qualità e alla sicurezza sopratutto in materia di salute, quindi va bene darsi una ritoccata ma attenzione agli effetti collaterali che possono insorgere che sono diversi, quelli fisici, ad esempio emorragie, cattiva cicatrizzazione, ed altro, ma è necessario stare attenti anche ai risvolti psicologici che possono insorgere, ad esempio, il paziente non avendo gli effetti sperati può non riconoscersi nella propria immagine, oppure avere un eccessiva dipendenza dai bisturi, rincorrendo il sogno della perfezione. Quindi attenzione e prudenza sono vivamente consigliate.

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