“Così ho salvato la vita di un bambino”. Ai nostri microfoni la storia di Nando, eroe del quotidiano

Parla Nando, operatore della Napoli Sociale che si è reso protagonista di un gesto di estremo coraggio

“È un bambino molto vivace, sono certo che si riprenderà”. Nando ha occhi brillanti e un sorriso espansivo, che si allarga ancora di più quando parla di Antonio (nome di fantasia, ndr) il bambino che ha salvato strappandolo alle braccia della morte. Un piccolo grande gesto di quotidiano eroismo di cui Nando Musella, dipendente della Napoli Sociale, società partecipata del Comune di Napoli che offre assistenza in varie strutture, si è reso protagonista grazie al suo lavoro.

Un piccolo gesto di quotidiano eroismo

Nando è di servizio al nido comunale Partenope, nel rione Luzzatti. Il suo compito, come quello dei suoi colleghi, è quello di supportare l’attività didattica delle educatrici con i piccoli del nido. “Erano circa le 11,30 di mattina” racconta, “quando sono stato chiamato nella classe accanto a quella in cui stavo lavorando. Un bambino si è sentito male, e le educatrici spaventate hanno subito chiesto il mio intervento”. Nando infatti, grazie alle sue competenze professionali, è in grado, come altri suoi colleghi che hanno frequentato il corso fortemente voluto dai vertici della Napoli Sociale, di praticare un intervento di primo soccorso. “Quando sono arrivato in classe” racconta, il piccolo era steso a terra, cianotico. Non respirava più, la lingua gli aveva ostruito le vie respiratorie”. Ma Nando non si è lasciato prendere dal panico, e ha mantenuto il sangue freddo. “Gli ho aperto a forza la bocca e gli ho praticato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco. Dopo poco fortunatamente il bambino si è ripreso”. Poco più di un minuto di puro terrore, che fortunatamente ha avuto un lieto fine. Come si è sentito subito dopo? “Benissimo” sorride. “Ma in fondo”, ci tiene a precisare, “ho solo fatto il mio dovere”.

Il riconoscimento del Sindaco Luigi De Magistris

Un gesto coraggioso che è arrivato anche alle orecchie del sindaco, il quale ha deciso di riceverlo ieri pomeriggio in un incontro a porte chiuse durante il quale gli ha consegnato una medaglia del Comune di Napoli come segno di riconoscimento per il suo gesto, che ha davvero salvato la vita del piccolo Antonio. “Le educatrici pensavano che fosse morto. Effettivamente il bambino non respirava più. Io ho fatto quello che dovevo fare, e fortunatamente ce l’ho fatta. Antonio ce l’ha fatta” racconta Nando, gli occhi velati dalla commozione.

“C’è bisogno della Napoli Sociale”

Un intervento reso possibile proprio grazie all’impegno della Napoli Sociale, che ha scelto di fare della formazione di alto livello dei suoi dipendenti la sua punta di diamante: “Crediamo sia indispensabile investire sulla formazione del nostro personale, per offrire un servizio sempre migliore nelle varie strutture in cui lavoriamo” afferma l’Ad di Napoli Sociale, il prof. Felice Marinelli. La Napoli Sociale, società partecipata del Comune di Napoli, conta attualmente 415 dipendenti, e offre numerosi servizi socialmente utili, dal trasporto disabili, all’assistenza scolastica e domiciliare integrata. “Ora stiamo vagliando un nuovo progetto per inserire il nostro personale nelle piscine comunali durante l’estate,  per cui è necessario avere quel tipo di brevetto di primo soccorso e di intervento in casi specifici di annegamento” spiega Dario Bello, responsabile produzione di Napoli Sociale. “La storia di Nando, uno dei nostri 20 operatori in servizio nei vari nidi comunali, è una storia straordinaria, ma quotidianamente accadono tante microstorie ordinarie”. Storie che spesso passano sotto silenzio, ma che varrebbe la pena di raccontare.

Oggi il piccolo Antonio sta bene. Non è ancora tornato al nido per una serie di accertamenti, ma è già passato a salutare il suo salvatore insieme alla famiglia, che non smetterà mai di ringraziare Nando per il suo coraggio. Come è stato rivedere Antonio? “Emozionante. Si è ripreso bene, speriamo che torni presto in classe” dice Nando. I suoi occhi non sono mai stati tanto accesi.