Condoni in Campania; si sbloccano le richieste nella zona rossa del Vesuvio

Un colpo di mano dal sapore elettorale che fa acquisire il consenso dei tanti che aspettano la sanatoria. Ennesimo atto bipartisan del partito dei condoni in Campania.

Dopo un accordo tra Pd e Forza Italia, il Consiglio Regionale della Campania ha sbloccato le richieste di condono edilizio delle case abusive costruite nella zona rossa del Vesuvio, quella a maggior rischio in caso di eventuale eruzione del vulcano. Viene a cadere la legge regionale del 2003 che sanciva il no alle sanatorie per gli edifici abusivi e posto il divieto a nuove edificazioni nei comuni inseriti nella zona rossa

“Ecco la strenna natalizia per gli abusivi del Vesuvio. Con un atto bipartisan ritorna sulla scena campana il partito dei condoni e del cemento. Un vero colpo di mano dal sapore elettorale che fa acquisire il consenso dei tanti che aspettano la sanatoria. Nella nostra regione si continua a fare leva sul ciclo del cemento come fattore propulsivo dell’economia campana invece di puntare sulla pianificazione territoriale, sicurezza e diritto all’abitare, vere priorità da affrontare in maniera complessiva per dare risposte concrete e serie ai cittadini.”

In una nota congiunta Stefano Ciafani e Mariateresa Imparato, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente commentano l’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’emendamento che applica modifiche alla legge 2003 con la quale si vietavano nuove edificazioni in zona rossa stabilendo che “il divieto non si applica agli edifici residenziali per i quali risultino pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruire in sanatoria ai sensi delle leggi del 1985 e del 1994”.

“Una norma che presenta profili di illegittimità costituzionali e che rappresenta ennesima scorciatoia irrealizzabile a danno dei cittadini che continueranno ad essere presi in giro senza avere risposte dalla classe politica. Infatti, la Regione Campania – concludono i rappresentanti di Legambientesa benissimo che la sentenza del Consiglio di Stato di luglio 2018 ha stabilito che tutti gli immobili abusivi ai sensi della legge 2003 non possono accedere alla sanatoria”

Saranno almeno 30.000 le sanatorie per le case abusive, che erano state bloccate, e che ora saranno presentate nei mesi a venire.

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